Finanza
Bacci amaro: «L’arbitro non mi è piaciuto»
Per il patron rossonero Espeche e soci hanno giocato meglio della capolista e il direttore di gara ha commesso gravi errori
LUCCA. Amaro ma realista. La sconfitta non gli va giù e stavolta ha ragione da vendere. Perchè anche il pareggio sarebbe andato stretto a una Lucchese che gioca, diverte e a cui manca un po’ di cinismo sottoporta e soprattutto un briciolo di fortuna in più. Il presidente Andrea Bacci nel commento del dopo gara misura le parole come il bilancino del farmacista e non va oltre le righe. Anche se la sostanza del giudizio non cambia: la Lucchese ha giocato meglio della corazzata Alessandria e non meritava di perdere. E l'arbitro ci ha messo lo zampino. Anzi il fischietto. Prima con un rigore assai generoso all'Alessandria per un fallo di mano di Florio che aveva il braccio attaccato al corpo. Poi la mancata espulsione per un'entrataccia da tergo su Fanucchi e soprattutto l'episodio finale che ha fatto infuriare la panchina rossonera e tutto lo stadio quando l'arbitro "sconfessa" il suo assistente che ha e visto un contatto da rigore in area dell'Alessandria e non concede il penalty del possibile pareggio che sarebbe stato sacrosanto.
A fine gara il presidente vorrebbe sbottare, ma prevale il buon senso. Segno che l’uomo ha capito di aver commesso in passato certi errori ed è pronto a rimediare. Meglio evitare parole pesanti quindi sul signor Luca Massimi di Termoli è negativo. «In sala stampa vedo facce tristi e sconsolate: la sconfitta ci sta stretta, anzi non meritavamo di perdere. Ma questo è il calcio».
La Lucchese è uscita a testa alta e tra gli applausi del pubblico. «Non ho niente da rimproverare nessuno: abbiamo fatto un gran primo tempo e non si è mollato mai fino alla fine. Abbiamo perso, ma se continuiamo così penso che ci divertiremo quest'anno. Abbiamo giocato contro una delle favorite per la promozione e la Lucchese ha espresso un buon calcio, migliore di quello dell’Alessandria. L'arbitraggio? Mi ripeto, questo è il calcio» Una frase che ripete come un mantra per frenare la lingua. E ci riesce benissimo: «Certo che la direzione lascia l'amaro in bocca e inviterei chi di deve controllare a rivedere questa partita. Non voglio addentrarmi in discussioni che in fondo sono inutili, ma credo che oggi l'arbitraggio non sia stato imparziale. Insomma, quando il guardialinee richiama l'arbitro, qualcosa deve essere successo e sopratutto quest'ultimo ha il dovere di ascoltarlo. Delle due l'una: ascolti il guardalinee, che ora si chiama anche assistente, oppure non ci vai a parlare». Il patron si sofferma anche sull'apporto dei tifosi: oltre 2200 spettatori, record della gestione Bacci, fatta eccezione per i derby col Pisa. «Sono stati esemplari e credo che oggi abbiano risposto al gran lavoro che sta svolgendo tutto lo staff della Lucchese. Dobbiamo fare complimenti per avere fatto un lavoro di alto livello». Certo, la classifica è avara con la Lucchese. Due punti (su nove) dopo tre giornate. «Siamo alla terza di campionato, ma purtroppo abbiamo già perso sette punti - dice il patron - sono più fiducioso, ma non è con la fiducia che si vincono i campionati. Prima di oggi abbiamo pareggiato due partite che avremmo dovuto vincere. Ci vuole anche un po' di fortuna, non dobbiamo abbatterci e lavorare in vista di questa settimana dove forse avremo modo di riprenderci due volte, visto il turno infrasettimanale. La squadra comunque c'è e la partita ci è stata rubata, anche se abbiamo sbagliato il rigore e questo è stata colpa nostra».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
