Il Tirreno

Lucca

Carlino, ragazzino cresciuto nel mito del grande Fausto

di Valter Nieri
Carlino, ragazzino cresciuto nel mito del grande Fausto

Dopo la vittoria nei dilettanti al trofeo Del Prete il cugino Sergio lo volle con sé come factotum della Bussola: lì conobbe assi del pedale, del calcio e grandi artisti

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LUCCA. Sin da bimbo il ciclismo è sempre stato lo sport preferito di Carlino Bernardini. Suo padre non ha mai corso, ma era un appassionato come pochi. Frequentava tutti gli ambienti ciclistici, andava a vedere le corse di ogni categoria ed era un grande competente. Una passione alla quale non potevano sottarsi i figli Polo e Carlino. Polo divenne un buon corridore ed uno fra i dilettanti lucchesi più vittoriosi. Carlino di sette anni più giovane ebbe modo di ritagliarsi il suo spazio di gloria sia pur per pochi anni. Nato a Marginone di Altopascio il 29 settembre 1933 Carlino Bernardini ha corso nel 1950, 1951 e 1952.

Scalatore tifoso di Coppi. Da ragazzo amava fare le corse libere, senza essere tesserato, con gli amici e vinceva quasi sempre. Tornava a casa con il fango nel viso e si allenava sulle strade sterrate ed imbiancate di polvere. Sollevato in sella ad una vecchia Bianchi, appartenuta a suo padre e successivamente al fratello Polo pedalava per decine e decine di chilometri ogni giorno fino a che nel 1950 si tesserò con il Pedale Lucchese Poli nella categoria allievi sostituendo la vecchia bici con una Galmozzi donatagli da Antonio Poli, grande maestro del Ciclismo lucchese.

Alle corse era sempre fra i primi. Il ciclismo riempiva le sue giornate. Si ritrovava con gli amici allo storico Bar Martelli di via San Giorgio per ascoltare Mario Ferretti che fiorettava i successi di Fausto Coppi di cui Carlino era tifoso.Ambiva a correre per una grande squadra e nel 1951 da allievo di secondo anno passò all'Unione Ciclistica Lucchese,una delle più blasonate a livello nazionale. Era frenato a vincere perchè essendo uno scalatore erano poche le corse a lui congeniali.

L’unica vittoria. Colse la prima ed unica vittoria della sua carrie nel Trofeo Carlo Del Prete,una classica a quel tempo importante,difficile da vincere. A dieci chilometri dal traguardo promosse la fuga decisiva attaccando sul Quiesa e portandosi all'arrivo altri quattro compagni di fuga. Vinse lo sprint conclusivo battendo Silvio Benvenuti storico panettiere di Capannori. Ormai Carlino era pronto per fare il salto nella difficile categoria dei Dilettanti e nel 1952 suo fratello Polo lo portò con se alla Assi di Firenze.

Gli servivano alcuni gregari di fiducia e Carlino era pronto per dargli la sua preziosa collaborazione. Era una bella squadra: fra gli altri c'erano anche Rino Benedetti e Gianneschi,tutti atleti in grado di vincere e che oltre a dare una mano a Polo si ritagliavano il loro spazio per cogliere qualche affermazione.

Stop a causa del lavoro. Gli impegni di lavoro però impedirono a Carlino Bernardini di continuare l'attività agonistica. Doveva lavorare nella pizzeria di famiglia in piazza S. Michele, attualmente pizzeria Pellegrini, trasferendosi in estate a lavorare per suo zio Italo nella discoteca La Capannina a Viareggio che allora si riempiva di appassionati di liscio e tango.Aveva un carattere che legava con gli zii Italo e Virginia che lo presero a ben volere come il loro figlio Sergio, famoso imprenditore e impresario teatrale che negli anni 50-60 e 70 dette uno sviluppo notevole alla Bussola, il famoso locale sul lungomare di Marina di Pietrasanta in località Le Focette.

Sergio Bernardini volle accanto il cugino Carlino che, un po’ a malincuore, fu costretto a rinunciare al ciclismo. Forse non sarebbe diventato un campione, ma visto che in salita ci sapeva fare avrebbe vinto altre corse e magari sarebbe stato notato da qualche direttore sportivo.

Lasciata, per il momento, la bicicletta iniziò a lavorare alla Bussola e successivamente al Bussolotto, fatto nascere accanto, un locale per vip dedicato alla musica Jazz.

Il factotum della Bussola. «Ho lavorato come uomo di fiducia di mio cugino Sergio- dice Carlino Bernardini- dal 1955 al 1980. Sono stati gli anni più belli della mia vita. Ero a contatto con i più grandi personaggi dello spettacolo e dello sport nazionale e internazionale. Mio cugino era un imprenditore straordinario dotato di grande umanità. Ha organizzato i primi spettacoli televisivi di successo per la Rai, ha fatto esibire alla Bussola tutti i più grandi artisti da Mina, a Fabrizio De Andrè che tramite lui si esibì per la prima volta in un concerto dal vivo, a Renato Carosone, Renato Zero, Adriano Celentano, ma anche Ray Charles, Barry White, Charles Aznavour, Louis Armstrong,ma potrei continuare all'infinito ad elencarli tutti. Ricordi meravigliosi che porto sempre con me. Emozioni indimenticabili. La gente si divertiva, era felice e i rapporti con mio cugino erano cordiali e amichevoli con tutti.A quei tempi ero un ammiratore di Renato Carosone, persona seria ed equilibrata come pochi. Mi raccontava i sacrifici che aveva fatto sin da quando a inizio carriera suonava la fisarmonica per le strade di Napoli. Mike Bongiorno quando veniva nel nostro locale alloggiava sempre all'Hotel I Cavalieri di Pisa ed ero io ad accompagnarlo con una 1100 Tiuv. Mi diceva sempre di andare piano perchè aveva paura dell'alta velocità».

I campioni dello sport. La Bussola era discoteca ma anche ristorante,wine bar, caffè, divertimento e relax per grandi e piccoli. Era frequentata specialmente in estate dai campioni dello sport. In particolare dagli assi del ciclismo e del calcio. Carlino Bernardini non vedeva l’ora che arrivasse l’estate per poterli incontrare e scambiarci quattro chiacchiere. «Non erano inavvicinabili come adesso, non avevo body guard al seguito o uno stuolo di ragazze discinte. Erano persone comuni e ricche di umanità. Come dimenticare la signorilità di Angelo Moratti,uno fra i presidenti più competenti del calcio. Veniva ogni tanto a salutare il nostro cuoco Carletto Pirovano, prescelto ad allestire i banchetti alla Milano bene. A volte organizzavamo spettacoli serali per bambini dove cantavano Gianni Morandi e Rita Pavone. Il capitano del Milan di allora, Cesare Maldini, cugino di Sergio, portava sempre la famiglia ed il figlio Paolo che poi è diventato anch’esso un grande campione a divertirsi con gli amici.Aveva una casa in via Pisani a Viareggio e a fine serata ero io ad accompagnare il piccolo Paolo a casa. Al termine degli spettacoli che si protraevano anche fino all'alba, assieme a mio cugino ed al barman Roberto Bonetti, andavamo per estraniarci dall'ambiente e prendere una boccata di ossigeno a cena al ristorante Ilva Garden di Fiumetto. Mentre a quell'ora la gente comune fa colazione e va al mare noi mangiavamo la bistecca con i fagioli....».

Dt megli anni Ottanta. Carlino è sposato dal 1961 con Lauretta Puccinelli. Il giorno prima il suo matrimonio era alla Bussola ad allestire la festa di nozze organizzata da Peppino di Capri, uno fra i suoi cantanti preferiti. È attualmente residente a S.Alessio e ha due figli: Alessandro di 54 anni e Andrea di 48 e un nipote Matteo di 19 anni. Dopo la tragica scomparsa nel 1993 di suo cugino Sergio, vittima di un incidente sull'autostrada Torino-Piacenza, si è dedicato a gestire attività commerciali. L'ultima sua gestione il Bar Nelli in Via Fillungo, dal 1999 al 2011, poi chiamato Bussola Caffè ed attualmente denominato Bar Momus. Il ciclismo lo vide protagonista per un ventennio fino ai primi anni Ottanta in qualità di direttore tecnico dell'Unione Ciclistica Lucchese e del Team Fanini vincendo tanto e portando al successo buoni corridori come Bonini,Marcussen e Zuanel. Alle sue dipendenze ha avuto anche i direttori sportivi Guido Rugani,Pierluigi Poli e Giglioli.

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