Gioco
«Ricordo quel gol... voglio entrare nella storia del club»
LUCCA. Quel gol non l’ha dimenticato. Alessandro Capello, con la maglia del Prato, fece il diavolo a quattro al Porta Elisa segnando il gol del vantaggio nel 2-1 con cui i lanieri passarono a Lucca,...
LUCCA. Quel gol non l’ha dimenticato. Alessandro Capello, con la maglia del Prato, fece il diavolo a quattro al Porta Elisa segnando il gol del vantaggio nel 2-1 con cui i lanieri passarono a Lucca, condannando i rossoneri al primo ko interno. Marcos Espeche e la difesa della Lucchese si ritroveranno il talentuoso attaccante di scuola Bologna domenica contro l’Olbia. «È uno degli attaccanti più promettenti della categoria, ricordo quel gol - racconta il difensore argentino - dovremo tenere la guardia alta e farà una grande partita».
Sesta stagione con la maglia rossonera per Marcos Andreas Espeche, 30 anni, unico superstite della Lucchese rinata in Eccellenza nell’estate del 2011 e tornata in Lega Pro. Una seconda pelle per il vice capitano. «Essere uno dei veterani, una bandiera della squadra, mi dà una grande responsabilità - confessa il difensore centrale - anche se per questa maglia ho sempre dato tutto sin dal primo giorno. La categoria non fa differenza, non dimentico di essere ripartito dall’Eccellenza». Il mastino buono della difesa rossonera, grinta e rispetto per l’avversario, respira un’aria nuova intorno alla squadra. «C’è un clima diverso, forse solo il primo anno della rinascita dopo il fallimento c’era un entusiasmo del genere, al di là del numero degli abbonamenti, sentiamo i tifosi vicino e questo ci spinge a dare sempre il massimo».
La nuova avventura è iniziata con un pareggio casalingo contro il Piacenza acciuffato quasi sul filo della sirena. «Un punto guadagnato, anche se potevamo raccogliere di più, abbiamo dimostrato che quando giochiamo siamo pericolosi e il Piacenza ha segnato in una delle poche occasioni da rete». Ad Olbia è atteso un salto in avanti a livello di gioco e personalità. «Siamo soltanto alla seconda giornata di un campionato lungo, duro e difficile, ma cercheremo di fare risultato per migliorare, questo è l’obiettivo che ci siamo dati in questa prima fase, siamo convinti di potere fare qualcosa di importante. Poi per arrivare in alto contano tanti fattori, ma sulla forza caratteriale della squadra non ho dubbi: siamo un grande gruppo».
Al suo fianco un difensore di lungo corso come Capuano. «Da uno come lui c’è solo da imparare». Espeche il «barbudo». «Come mai questo nuovo look? Ho deciso di non tagliarmi più barba e capelli dalla stagione passata quando siamo entrati in un tunnel di sconfitte. Un po’ anche per scaramanzia e ci siamo salvati. Me li taglierò a fine anno, ma non dico il motivo».
Il difensore argentino non ha staccato il suo cordone ombelicale dall’amata Argentina. «Ci sono stato questa estate, che poi là è inverno, ed ora con Leandro Martinez condividiamo le nostre passioni argentine. Le ho fatto assaggiare anche ad altri compagni». Oltre 150 partite con la maglia della Pantera. «Non nascondo che il mio sogno è dare una grande gioia a questa città ed entrare nella storia del club».
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