Il Tirreno

Lucca

Braccio di ferro sul campo di Capannori

di Nicola Nucci
Braccio di ferro sul campo di Capannori

L’Asd Pieve San Paolo rivendica l’utilizzo dell’impianto sportivo, il ds della Lucchese rilancia: «Accordo fatto con Carube»

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Si potrebbe andare verso un braccio di ferro sullo stadio comunale di Capannori. Oggetto del contendere la possibilità che la Lucchese possa andare ad allenarsi nell'impianto di Capannori assegnato pochi giorni alla GS Carube Cicli che si è aggiudicato il bando di gara indetto dal Comune per scegliere un nuovo affidatario dopo quasi due anni. Secondo il direttore generale rossonero Fabio Bettucci ci sarebbe un accordo di collaborazione col nuovo gestore per consentire alla Lucchese di allenarsi nello stadio del capoluogo della Piana. La società rossonera è disposta ad accollarsi alcuni lavori di riqualificazione dello stadio. La società Pieve San Paolo però non ci sta e sostiene che le società sportive locali hanno una corsia prioritaria per l'utilizzo del campo e quindi il club rossonero andrebbe contro la convenzione del Comune. La Pieve San Paolo chiede quindi al Comune di fare chiarezza. A dichiarare che la Lucchese non può usare lo stadio è il presidente della Pieve San Paolo, Giancarlo Puttini che annuncia battaglia in ogni sede. «In merito alle recenti notizie apparse sulla stampa locale in cui si prospetta un accordo di collaborazione fra il G.S. Cicli Carube, assegnatario fino al 31 dicembre 2017 del campo sportivo di Capannori in quanto vincitore davanti alla nostra società del bando indetto dal Comune di Capannori, e la Lucchese Calcio che si allenerebbe allo stadio di Capannori, l'Asd Pieve S.Paolo ricorda che l'articolo 4 di tutte le convenzioni per l'assegnazione dei campi sportivi di proprietà comunale stabilisce che l'utilizzo del campo spetta prioritariamente alle società residenti nel Comune di Capannori». Nella nota la società capannorse «si dice stupita dalle dichiarazioni del direttore generale della Lucchese, Fabio Bettucci, peraltro non avallate dal G.S. Cicli Carube, che andrebbero contro precise disposizioni comunali avendo la nostra società la precedenza sull'utilizzo della struttura in oggetto». Una richiesta di chiarimento che potrebbe avere anche strascichi giudiziari . «L'Asd Pieve S.Paolo è pronta a rivolgersi presso tutte le sedi opportune al fine di tutelare i propri diritti». Il diggì Bettucci, contattato al telefono sulla diatriba, ribadisce che «abbiamo parlato con la società Carube, c'è un accordo per potere svolgere l'attività e gli allenamenti della squadra rossonera allo stadio di Capannori e l'impegno a svolgere a nostre spese alcuni lavori di sistemazione dell'impianto. Non abbiamo partecipato al bando perché non avevamo i requisiti, ma possiamo fare accordi di collaborazione. Non vogliamo fare polemiche, ma solo puntualizzare la situazione». E l’amministrazione comunale di Capannori, a fronte a questa guerra in atto, cosa dice? Nulla. Attende il rientro del sindaco Luca Menesini e dell’assessore allo sport Frediani e intanto valuta la situazione carte alla mano. Nei prossimi giorni dopo aver esaminato ai raggi ics l’articolo 4 della convenzione per l’assegnazione dei campi sportivi di proprietà comunale farà sapere il parere sull’utilizzo dell’impianto a società non residenti nel territorio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa