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Calcio femminile, trasloco e dispiaceri

Calcio femminile, trasloco e dispiaceri

L’Acf Lucchese in vista della Serie B ha dovuto spostarsi a San Giuliano Terme

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LUCCA. Al via con la Coppa Italia (avversario la Fiorentina) il prossimo 27 agosto, ma non a Lucca e non con il nome Lucchese sul petto. «In questi ultimi mesi sono successe tante cose» ha detto il presidente dell’Acf Lucchese Femminile Marco Chiocchetti. Tra le cose successe”ci sono quelle felici quali la vittoria del campionato di Serie C e della Coppa Toscana che hanno portato la squadra in Serie B e ci sono quelle meno felici come le difficoltà a trovare un campo sportivo idoneo per la categoria e il mancato accordo con la Lucchese, culminato con la perdita del settore giovanile, preso in blocco dai rossonero. «Affronteremo squadre che si chiamano, Empoli, Torino e Juventus, peccato essere costretti a giocare al Bui di San Giuliano Terme, fuori dal territorio comunale. Speravamo in un aiuto da parte della città, nella capacità dell’amministrazione di trovare accordi o disponibilità per riuscire ad omologare un campo di gioco - continua Chiocchetti - Purtroppo tutto questo non è stato possibile e siamo stati costretti ad andare altrove».

I dirigenti dell’Acf Lucchese Femminile evidenziano la grande accoglienza ricevuta a S. Giuliano Terme: «A differenza che a Lucca, qua ci hanno accolto a braccia aperte e non siamo dovuti andare in ginocchio a pregare per chiedere qualcosa. Lì hanno compreso l’importanza di ricevere squadre di Serie B ed hanno mostrato di credere nel pallone femminile, movimento in grande crescita. Sia chiaro: non scappiamo da Lucca, ma per fare la B serviva una struttura adeguata».

Chiocchetti parla quindi dei rapporti con la Lucchese, iniziati ad inizio dello scorso campionato: «Alla presentazione al Foro Boario partecipò anche Giovanni Galli, che ci regalò gadget e auspicò una fattiva collaborazione. Abbiamo quindi avuto diversi incontri con il dirigente Bettucci alfine di trovare le migliori modalità per creare una sinergia a vantaggio della visibilità della città. Chiedevamo una fidejussione di 4.000 euro, un campo sportivo e un sostegno per una decina di trasferte. Sembrava tutto ok con una stretta di mano, fino a quando non siamo venuti a sapere che l’accordo era saltato. Ci siamo rimasti male».

Infine, trattato il tema del settore giovanile. «Le regole del mercato sono queste, ma ci è dispiaciuto che queste calciatrici si siano presentate con un curriculum in cui non compariva per niente l’Acf Lucchese Femminile. Eppure, sono tutte ragazze che con noi hanno mosso i primi calci».

Michele Citarella

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