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Coach lucchesi in Arizona tra cactus e palle da basket

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Coach lucchesi in Arizona tra cactus e palle da basket

Grazzini e Petrini hanno lasciato l’Italia per lavorare con uno staff americano Per un mese sperimenteranno i metodi di allenamento delle squadre Usa

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LUCCA. Un mese in Arizona, tra cactus nel deserto e palazzi dello sport dotati di ogni tipo di comfort. Questa è la scelta di Gabriele Grazzini e Alessandro Petrini, allenatori lucchesi dal sogno americano che a luglio hanno lasciato l’Italia per lavorare con uno staff a stelle e strisce.

Motore dell’esperienza è Gabriele Grazzini, montecatinese di nascita ma segromignese da parte di madre e ora residente a Capannori. Per lui tanti anni da allenatore professionista tra A2 e B1, con due Coppa Italia e un Campionato vinti tra i senior e un titolo Under 19 da responsabile del settore giovanile, oltre a tanti giovani atleti accompagnati verso il mondo senior. Dal 2013 è a fianco di Peter Ezugwu – ex cestista di passaporto inglese che ha giocato nove stagioni nel nostro campionato – curando la parte italiana del camp internazionale organizzato a Phoenix. Un percorso lungo quattro anni grazie al quale centinaia di ragazzi provenienti da tutto il mondo – dall’Italia alla Francia, passando per la Corea e Taiwan – hanno avuto l’opportunità di lavorare durante l’estate con i metodi di allenamento americani.

Un’opportunità che ha voluto sfruttare anche Alessandro Petrini, vice allenatore storico della Pallacanestro Lucca e ora fresco vincitore della Prima Divisione con la Polisportiva Capannori. «Una scelta dettata anche da motivi sentimentali che mi stanno portando a trovare nuove strade per trasferirmi negli Stati Uniti – spiega –. Conosco Gabriele da tempo e durante l’inverno abbiamo stretto una collaborazione tra noi e la New Vision Sports che è iniziata sul piano della comunicazione dell’evento grazie alla collaborazione della mia agenzia Clipcomunicare e si è allargata al piano sportivo con la possibilità di allenare durante il camp». Così è iniziata un’avventura con un gruppo di oltre 40 ragazzi tra italiani, francesi e americani che hanno lavorato per 7 ore al giorno, frequentato corsi d’inglese e si sono spostati a Las Vegas per assistere alla Summer League della Nba. Poi ancora la trasferta a Los Angeles e la spiaggia di Venice Beach e Hollywood con un incontro in ascensore con John Stockton, il playmaker del Dream Team Usa alle Olimpiadi di Barcellona.

In mezzo a questo anche la partecipazione a due tornei, uno in California e l’altro a Phoenix, dove i gruppi della New Vision Sports hanno potuto confrontarsi con squadre americane mettendo alla prova il loro livello tecnico e fisico. Il momento più significativo è stato poi il clinic con Earl Boykins, per 12 anni stella Nba nonostante i 165 centimetri di altezza, due giorni che sono stati di grande ispirazione per tutto il gruppo. «Gli Stati Uniti sono per definizione la “terra delle opportunità” e a me piace esplorare tutto ciò che può offrire ai ragazzi ed anche a noi allenatori - conclude Grazzini, che sta completando le formalità per ottenere il visto e ha contatti concreti per rimanere a lavorare oltreoceano – al termine di questa esperienza si torna a casa con una visione completamente nuova della pallacanestro e alcuni dei nostri atleti hanno anche avuto chiamate da high school e università».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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