Il GhiviBorgo punta a consolidarsi in D attraverso il gioco
Il diesse Ferracuti e l’allenatore Marmorini svelano i segreti di una formazione rivoluzionata con tanti giovani in campo
BARGA. Nella quiete de «Il Ciocco» nasce il nuovo GhiviBorgo che si presenta al secondo appuntamento in serie D con una formazione totalmente rivoluzionata. Via i grandi vecchi (Taddeucci, De Gori, Pagano, Mei, Pane, ecc) dentro tanti giovani di qualità (Vezzi, Giusti, Diallo) e calciatori in cerca di riscatto dopo una stagione in chiaroscuro (Calistri, Lucarelli). L’obiettivo dichiarato è una salvezza senza sofferenza magari attraverso un gioco che faccia divertire. La società ha dato carta bianca al tandem composto dal diesse Corrado Ferracuti e dal tecnico Simone Marmorini. Uno staff tecnico giovane con le idee chiare che, senza sforare il budget, predilige il collettivo al valore dei singoli. D’altronde il calcio è un gioco di squadra e solo attraverso il gruppo si possono raggiungere grandi risultati.
Modulo e strategia. «Siamo all’anno zero. - dice il ds Ferracuti, 42 anni, ma senza un filo di grasso come se ancora dovesse indossare gli scarpini - Ripetere il miracolo della scorsa stagione quando, a sorpresa, il GhiviBorgo conquistò con pieno merito i playoff è un’impresa impossibile. Quella era una squadra formata da calciatori di qualità ed esperienza con un tasso tecnico di livello in grado di elevarsi nel girone. Il nostro GhiviBorgo parte da altri presupposti. Rosa giovane, voglia di raggiungere i risultati attraverso lo sviluppo di un concetto di gioco, costruzione di una squadra in grado, attraverso ritocchi anno dopo anno, di mantenere a lungo la categoria e provando a lanciare in orbita giovani di prospettiva scelti da noi o, per che no, costruiti nel tempo a casa nostra». Simone Marmorini, tecnico con la passione del cinema e della filosofia, si gode il fresco del complesso de «Il Ciocco». «A Corrado avevo detto che fare il ritiro non m’interessava. D’altronde in Eccellenza (Baldaccio Bruni e Sinalunghese) e tantomeno in Promozione (Lucignano) non lo avevo mai fatto. Invece in questa settimana di lavoro intenso sul campo mi sono reso conto dell’importanza di vederci ogni giorno anche dopo l’allenamento. È stata una scoperta reciproca. I ragazzi si sono aperti e il rapporto è diventato subito franco e diretto. Caratteri diversi, modi di giocare differenti, ma un minimo comun denominatore e di questo devo ringraziare Ferracuti: tutti molto disponibili al lavoro e desiderosi di migliorarsi. Ragazzi seri, consapevoli delle difficoltà e pronti ad affrontarle con entusiasmo». Le premesse per far bene ci sono tutte. «Il modulo sarà il 4-3-3 che mi consente di sviluppare il mio concetto di gioco che prevede il possesso palla e lo sviluppo delle corsie laterali. Ma non sono oltranzista. Se vedo che sussistono difficoltà sono pronto anche a cambiare idea e a passare ad un altro schema. Al momento ci siamo concentrati unicamente sul 4-3-3 e pian piano trovo le risposte che cerco».
Il mercato. Mancano due centrocampisti centrali. «Un under e un over» specifica Ferracuti che non si sbilancia sui nominativi. Di certo c’è che piace Andrea Montanari, 29 anni, ex professionista con le maglie di Valenzana, Bellaria, Marcianise e Castel Rigone e visto nelle ultime due stagioni in D con Piacenza e Foligno. Tra domanda e offerta però non c’è ancora un’intesa anche se la società deciderà nella prima settimana di agosto. Per l’altro under invece c’è qualche giorno in più di tempo per sciogliere le riserve, ma Ferracuti ha le idee chiare e potrebbe pescare nelle Berretti di serie A.
Il campionato. Poco più di un mese per oliare i meccanismi e presentarsi all’appuntamento con il torneo in ottime condizioni psicofisiche. Sarà un GhiviBorgo che avrà il ruolo di guastafeste pronto a vender cara la pelle in tutti i campi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google