Il Tirreno

Lucca

La Lucchese per mezz’ora spaventa il Genoa

di Luca Tronchetti
 La Lucchese per mezz’ora spaventa il Genoa

Buona prestazione della squadra titolare con Forte, Fanucchi e Terrani già in palla che sfiorano il clamoroso gol del pari

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LUCCA. Non inganni il risultato finale. Perché, se prendiamo in considerazione la prima frazione di gioco, non ci sono tre reti di differenza tra il blasonato Genoa, che milita stabilmente in A, e la nuova Lucchese a trazione anteriore che mister Galderisi sta plasmando. Dopo il bel gol iniziale del bomber ligure Pavoletti i rossoneri iniziano a sciorinare ottime trame di gioco arrivando a sfiorare almeno in tre circostanze il clamoroso gol del pari e costringendo la retroguardia del grifone a rinculare pericolosamente. Nella ripresa va in campo un’altra Lucchese. Perché il tecnico, giustamente, inserisce tutti i giocatori della rosa passando a un più prudente 4-4-2 con Ashong, piazzato esterno alto di sinistra, che si fa male dopo 23 minuti risultando il primo infortunato della stagione. Logico che il Genoa, pur rivoluzionando l’undici base, diventi padrone del campo e piazzi l’uno-due che stende definitivamente una Lucchese battagliera e coraggiosa.

Cosa va. Terrani è sicuramente il più pericoloso. In qualche frangente con le sue finte a rientrare imita, fatte le debite proporzioni, il Robben prima maniera. Sfiora il gol in un paio di circostanze e piace particolarmente per la sua posizione in campo: leggermente più arretrato a destra in modo da partire in velocità da lontano andando ad aggredire gli spazi. Per mezz’ora il biondino di Vigevano crea non pochi problemi alla catena di sinistra rossoblù formata da elementi del calibro di Laxalt e Gentiletti, mica gli ultimi arrivati. Già in buona condizione il trequartista Fanucchi e la punta centrale Forte. Il primo con lanci, assist e conclusioni di testa o al volo fa venire il mal di testa alle retroguardie avversarie, il secondo generoso sino allo sfinimento mette in mostra spunti di gran classe come al 38’ pt quando in mezzo all’area avversarie con un movimento da centravanti vero si gira e tra tre difensori di serie A calcia di prima costringendo Lamanna ad una deviazione in angolo che salva il risultato.

Centrocampo aggressivo. E non è affatto dispiaciuto neanche il centrocampo. Con la solidità e l’autorevolezza di Mingazzini, ma anche con la sorprendente personalità del ventenne Gargiulo che mostra, oltre ad una buona fisicità, anche freddezza e lucidità da veterano. Con l’innesto di Bruccini, giocatore esperto e capace di scavare almeno due-tre gol all’anno, salirà ulteriormente il tasso tecnico della linea centrale.

Da rivedere. Se Di Masi nella prima frazione, ma a guardar bene anche Nobile nella seconda, dimostrano di potersi giocare la maglia di titolare, c’è ancora da registrare qualche movimento nella coppia centrale dove, specie Capuano, appare un po’ incerto nelle chiusure quando Pavoletti e Capel cercano la percussione. Ma sulle qualità tecniche dell’ex capitano del Catania e sulla sua tenuta fisico-atletica non abbiamo dubbi. Anche Cecchini, a sinistra, alterna buone cose a momenti di black out. Ha bisogno di tempo per entrare in condizione.

Cosa non va. Manca un terzino destro e l’esterno sinistro alto è da rivedere. Dispiace per Melli, che sul piano della determinazione deve essere elogiato, ma in fase difensiva soffre le pene dell’inferno nell’uno contro uno con l’inafferrabile Ocampos. Non convince appieno neanche l’argentino Leandro Martinez, 27 anni, ancora in prova. A Galderisi è piaciuto, ma prima di tesserarlo occorre rivederlo all’opera con l’Empoli domenica alle 20.30 al Porta Elisa.

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