La manifestazione
Dall’Atletico Lucca alla Serie A
Manuele Cacicia sarà il viceallenatore del Crotone che torna nella massima serie
LUCCA. Ha scommesso sulla sua passione, ha investito tempo sacrificando anche altri interessi ma adesso può dire di far parte dello staff tecnico di una squadra di Serie A. Manuele Cacicia, prodotto del calcio dilettantistico lucchese, è infatti approdato nel massimo campionato: sarà il vice di Davide Nicola con il Crotone, club calabrese che riscopre il fascino della Serie A.
Cacicia è al campo sportivo James Henderson, fortino dell’Atletico Lucca, dove è uno degli istruttori in un camp estivo organizzato dalla società di San Marco. «È qui che ho fatto il salto decisivo, sarò sempre debitore all’Atletico Lucca per quanto mi ha dato. Sono stato qui per circa 5 anni e ho conosciuto persone squisite. Quando ho un po’ di tempo libero, vengo qua».
Le sue qualità di allenatore furono notate dai dirigenti della Lucchese, che lo vollero come vice di Bizzarri, Tempesti e poi valido collaboratore di Ruglioni. Una carriera in continuo crescere: «Ci fu l’inattesa quando soddisfacente chiamata dell’Empoli, dove ho seguito le formazioni allievi e giovanissimi». Dopo circa sette anni suddivisi tra calcio, lavoro e una famiglia in crescita, ecco la chiamata di un altro club professionistico toscano, il Livorno: «Qui sono partito dalla scuola calcio e ho conosciuto mister Davide Nicola, di cui mi onoro di essere suo collaboratore. Già nelle ultime 4 giornate del primo campionato col Livorno sono stato in panchina con la prima squadra». Con Davide Nicola inizia un rapporto professionale importante, gli chiede di seguirlo a Bari, in serie B (stagione 2014/2015) e poi a Crotone, per la stagione che andrà a iniziare.
«Non chiedetemi niente di mercato, perché per questo sta lavorando il Ds – dice Cacicia – posso dire che Nicola ed io siamo carichi, ci sentiamo al telefono almeno dieci volte al giorno per pianificare i dettagli della preparazione. Recentemente, Nicola è stato a condurre un allenamento ad un camp estivo qui a Lucca, al campo dell’Atletico».
Tanti ci provano ad arrivare in serie A, Cacicia come Daniele Rugani (altro ex Atletico Lucca) ci è riuscito. Il segreto? «La passione per il calcio mi è stata trasmessa da papà Giuseppe, e devo a mia zia Eufrasia, con cui trascorrevo molte ore da piccolo, la capacità di trovare motivazioni e di volermi sempre migliorare. Non nego un pizzico di fortuna». Ma i sacrifici non sono mancati, tra il dover conciliare i doveri di famiglia con allenamenti e partite. E poi, con l’ingaggio in due piazze del Sud, anche la lontananza da casa, dalla moglie e dai due figli piccoli.
E ora Crotone: «Qui le persone che ho incontrato fino ad ora le ho trovate fantastiche». Presto Cacicia dovrà studiare tattiche per garantire al suo Crotone di controllare fenomeni del calibro di Totti, Dybala e Higuain e di scardinare difese come quelle della Juventus. Emozionato? «Se penso da dove sono partito, non nego che i brividi mi vengono, ma quando lavoro notte e giorno per studiare avversari e affinare le tattiche, anche l’emozione passerà».
Michele Citarella
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
