Il Tirreno

Lucca

Luciano, lo scattista re delle volate lunghe

di Valter Nieri
Luciano, lo scattista re delle volate lunghe

L’amore per le due ruote scoppia vedendo una tappa del Giro d’Italia

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LUCCA. Lo scattista elegante che faceva male: così gli sportivi lucchesi ricordano Luciano Luporini, classe ’53, altro protagonista a cavallo degli anni 60-70 di un ciclismo che richiamava sulle strade centinaia di sportivi. La passione nacque in lui al passaggio da Lucca di una tappa del Giro d'Italia nell'edizione 1963. Era accompagnato dal padre Giuseppe, maresciallo dell'Aeronautica militare,che gli gridava «Attento Luciano, non ti sporgere troppo». Ma lui sembrava non sentire: in un attimo vide passare la maglia rosa Diego Ronchini, e non fece a tempo a scrutare nel gruppo i campioni di quell'edizione come Vito Taccone, Franco Bitossi, Vittorio Adorni e, soprattutto Franco Balmamion, che sarà il vincitore finale.

Luporini non aveva ancora dieci anni, e si innamorò delle due ruote. Abitava a San Ginese di Compito quando fu avvicinato dal meccanico del paese, Giuliano Belluomini, che con i suoi utensili fu artefice di una brillante carriera professionistica lavorando per le migliori squadre. Fu lui a dirgli, allungandogli una bicicletta, «perché non corri». La afferrò e si mise a pedalare fuori gara in coda a un gruppo fino all'arrivo di Castelvecchio di Compito tenendo il passo dei migliori. Quando parlò del suo sogni alla madre, Leda, si sentì rispondere: «Prima devi studiare e finire bene l'anno scolastico».

Fu tesserato dalla Polisportiva San Leonardo e fece l'esordio nella categoria Esordienti il 18 agosto 68 alla Scala di San Miniato: un circuito di 6 giri con salita finale da ripetere altrettante volte. Nei chilometri conclusivi gli saltò la catena e perse la coda del gruppo.

Poi arrivarono i primi piazzamenti e chiuse bene la stagione. Nel 69 si presentava ai nastri di partenza con più fiducia e buone velleità. Nella gara di apertura si piazzò secondo a Lammari vincendo la volata del gruppo. Il suo Ds Pisani lo incitava a non mollare e il 18 maggio 69 vinse la sua prima corsa a "Le Fontine"di Santa Maria a Monte. Fu il preludio ad altre tre vittorie consecutive. Il bis lo mise a segno il 25 maggio, vincendo la volata a Ponterosso di Pietrasanta. Il primo giugno la terza vittoria sulle strade di casa, dove si aggiudicò la Coppa San Ginese. L'8 giugno vinse ancora imponendosi in volata nel vialone di Buti superando i campioncini locali Nieri e Baldini. A settembre la quinta vittoria, a Lunata: solo in testa e ripreso a tre chilometri dall'arrivo, non si arrese, attaccando di nuovo e vincendo in volata. Una stagione perfetta coronata con il titolo di campione provinciale.

Luporini era uno scattista e anche veloce. Vinceva le volate lunghe, staccando di qualche decina di metri gli avversari. Non aveva la necessità, e probabilmente nemmeno le capacità, di vincere con il colpo di reni del velocista puro. Fra i suoi acerrimi rivali c'erano anche l'empolese Leonardo Mazzantini, prof dal 77 all'83, e il cascianese Cesare Sartini. Nel 70 passò allievo con la Vc Coppi di Lunata sotto la guida del Ds Enrico Luciani, che gli mise a fianco buoni corridori come Luca Guidi, Angelo Dal Porto e Arturo Lombardi. Vinse di nuovo la Coppa San Ginese, fu quarto a Monte San Quirico nella Coppa Cei e settimo a Lunata nella Martiri Lunatesi. Disputò perfino il Campionato toscano, dove giunse ventesimo. Nel 1971 ci fu una svolta nelle categorie.Gli Esordienti passarono automaticamente allievi e gli allievi Dilettanti di terza serie.«Così in un balzo passai fra i Dilettanti senza però aver affrontato il secondo naturale anno da allievo, dove avrei potuto dare il meglio di me e vincere probabilmente diverse gare».

Il fisico gracile e gli avversari più grandi non gli impedirono di ben figurare. Lasciò la Coppi per dedicarsi alla nuova categoria con la Salco, diretta da Pierluigi Poli. Arrivò quinto ad Arezzo e a Ceparana, e settimo a Livorno e a Massa. Poli lo portò con se all'Uc Lucchese nel 1972, anche se ad allenarlo fu Guido Rugani. Luciano Luporini si aggiudicò il primo Gp Giannoni a Ponte Buggianese, superando con la sua caratteristica volata lunga il compagno di squadra Giuseppe Tomei e il pisano Stefano Bani, dedicando il successo all'amico Piero Pieroni: «Il grande Ds era il mio mentore. Prima di quella gara mi consigliò di sostituire le pedivelle dal 170 al 172,5. Lo feci e vinsi la gara. Usai anche dopo le stesse misure».

In quegli anni stava iniziando la straordinaria carriera di Francesco Moser, che aveva Pieroni come massaggiatore: «Ricordo – dice Luporini che ero ospite con Pieroni di Moser a Palù di Giovo, dove risiede tuttora. Ci allenavamo sugli sci. Faceva un freddo bestiale e Moser quella sera volle dormire a finestra aperta nella stessa camera dove dormivamo anche io e Pieroni. Il freddo che ho patito quella notte...». Nel 72 la seconda vittoria stagionale arrivò nel Gp Pasquali a Puntone di Bientina. Poi giunse secondo a Cascina, superato in volata dopo una fuga a 5 dal velocista puro Alessandro Cardelli, che due anni dopo passò professionista con la Fiorella Mocassini. Cardelli in volata era incontenibile: vinceva 15-16 corse a stagione. Quindi per Luporini iniziò il declino. Nel 73 morì la madre e per lui fu devastante. Fu incapace di concentrarsi e allenarsi come prima, e corse poco.

Nel 74 per provare a ritrovare lo smalto perduto passò alla Fanini Mobiexport, seguito da Pietro e Michele Fanini, ma neppure loro riuscirono a rigenerarlo. Colse soltanto qualche piazzamento e portò a termine una gara dura come la Firenze-Mare. Ma non era più il corridore dalle volate lunghe di prima. Chiuse l'attività agonistica, si diplomò all'Iti di Pisa come perito meccanico.

Nell'85 le nozze con Lucia dalla quale ha avuto due figli: Leonardo, oggi 29 anni, e Letizia, di 24. Iniziò a lavorare nella falegnameria del suocero e fece anche l'elettricista. Ma poi riuscì ad entrare nelle Ferrovie dello Stato come macchinista. Ora in pensione, abita sempre a San Ginese di Compito dove si diletta a lavorare nell’orto, e a fare il corista nei gruppi corali di Santa Cecilia di Marlia e di San Ginese. Gioca a Golf con gli amici e ama tutto lo sport.Ma i ricordi ciclistici e gli incitamenti dei suoi tifosi lo accompagneranno per tutta la vita.

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