Il Tirreno

Lucca

Bianchi, dal 1962 ad oggi anima del Gs Montecarlo

di Valter Nieri
Bianchi, dal 1962 ad oggi anima del Gs Montecarlo

Dello scalatore di San Salvatore la prima vittoria in assoluto del team lucchese «M’imposi da allievo nella coppa Loris Biagioni a San Martino in Freddana»

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LUCCA. Una vita legata al ciclismo per Luigi Bianchi, 71 anni, da San Salvatore di Montecarlo. Prima come corridore nelle categorie dilettantistiche, poi come organizzatore, presidente del club Marco Giovannetti, dirigente di Federazione a livello provinciale e regionale, direttore sportivo e Direttore di corsa.

A San Salvatore di Montecarlo, terra da sempre dedita alla passione per il ciclismo, ancora oggi gestisce una macelleria.

Gli inizi. Fu suo fratello Rodolfo ad indirizzarlo al ciclismo a livello agonistico. Intravedeva in lui le qualità del corridore e così nel 1962 il suo primo tesseramento con l'Us Montecarlo nella categoria Allievi. Raggiungeva la partenza montando in sella alla moto guidata da suo fratello Rodolfo trasportando la bicicletta che era grande, pesante e stancava la mano che la reggeva.

«Altri tempi. - ci spiega Luigi Bianchi- Allora le auto erano pochissime e c'era tanta miseria.Io lavoravo come garzone alla macelleria Giordano Martinelli ad Altopascio e portavo tutti i soldi a casa. Non c'erano i Ds come oggi che ti seguono con le ammiraglie. Allora se foravi dovevi arrangiarti. Mio fratello era l'unico che veramente mi aiutava. I corridori dell'epoca dovevano scollare ed incollare le camere d'aria, sistemare raggi e ruote, smontare i pignoni e rimontarli. Un ciclismo completamente diverso da oggi.Meno tecnologico, ma che coinvolgeva la passione collettiva di sportivi che si riversavano sulle strade in maniera strabocchevole.

«Oggi - aggiunge l’ex corridore - l'entusiasmo si è raffreddato. E pensare che quando io correvo era già morto il grande Fausto Coppi.In quegli anni ci fu l'avvento di Jacques Anquetil e Gastone Nencini e sulla loro scia proseguiva la passione per le due ruote».

Le vittorie. Luigi Bianchi era uno scalatore. Spesso si trovava con i primi, ma vinse nel biennio 1962-63 vinse solo una corsa in maglia grigiorossa. Si classificò secondo a S. Colombano, secondo a Marlia battuto in volata da Carlo Viviani,terzo a Ponte a Egola battuto nell'ordine da Primo Mori che poi passerà professionista vincendo anche una tappa al Tour de France, e da Eraldo Baglini, l'attuale meccanico di Nodica.

Luigi Bianchi andava forte, ma la sua timidezza in gara lo penalizzava ed in mancanza di uno spunto veloce aveva a volte sentimenti di frustrazione senza possibilità di rivalsa. Ma nel secondo anno di allievo colse la vittoria che è poi rimasta nella storia del Gs Montecarlo: la prima vittoria assoluta in 56 anni di attività della squadra.Si impose infatti nella Coppa Loris Biagioni a S.Martino in Freddana. Quindi la sua carriera ciclistica proseguì nei Dilettanti.

Si tesserò per l'U.C.Lucchese presieduta da Luigi Barbafiera, un presidente con il suo fiuto di talent scout. Era il 1964 e Bianchi colse ad inizio stagione qualche piazzamento:ottavo a Perugia; quinto a Castagneto Carducci con arrivo in salita, ma una caduta ad Aulla gli fece chiudere precocemente la stagione.

Rovinò sull'asfalto la parte frontale del viso. Gli fu riscontrata una frattura al setto nasale con conseguente operazione al Campo di Marte per riallineare i frammenti ossei nella giusta posizione. Nel 1965, ristabilitosi, iniziò bene vincendo anche dei traguardi volanti. Ma la chiamata al servizio di leva gli fece chiudere un'altra volta in anticipo la stagione. Si arruolò a Bari e fu poi trasferito a Barletta in fanteria come Caporale Istruttore. Tornando a casa in licenza conobbe Pia Di Galante che sposò nel 1971.Una volta congedato preferì dedicarsi al lavoro di Macellaio perchè continuare a correre fra i dilettanti in maniera competitiva comportava intensi allenamenti che lo avrebbero distolto dal lavoro.Aprì una macelleria a S.Maria a Monte, ma poi appena trovò il fondo si trasferì a San Salvatore di Montecarlo dove abitava con la famiglia.

Nel 1971 prese in affitto una macelleria nel centro del paese e dopo diversi anni acquistò l’immobile I locali furono ampliati e Bianchi tutt'ora lavora nel suo negozio che si occupa oltre anche di altri generi alimentari.Ma il chiodo fisso per lui restava il ciclismo.

Talent scout e organizzatore. Una volta acquisito il patentino di direttore sportivo nel 1976 viene chiamato a dirigere il Cerbaia di Lamporecchio. Rimane li un biennio portando alla vittoria Talini, Leoni e Guerrieri.

Nel 1980 entra nel quadro dirigenziale del Gs San Salvatore e nel 1985 fonda il Club Marco Giovannetti per seguire la carriera professionistica del campione di San Salvatore. Organizza al seguito dell'ex campione d'Italia diversi pullman e va ad applaudirlo anche all'estero, specialmente nell'anno magico del 1990 quando si impose nella classifica finale della Vuelta di Spagna. Con la nascita del Club prende in mano le redini della Coppa Remo Puntoni, organizzata sul circuito di San Salvatore, una corsa storica che giunge l'11 Settembre di quest'anno alla 57esima edizione. In origine era riservata alla categoria dilettanti poi in alternanza ad Allievi e Juniores. Bianchi ha organizzato in carriera 64 corse fra le quali una tappa della Coppi-Bartali a livello professionistico con arrivo a San Salvatore nel 2002. Un campionato Esordienti maschile e femminile nel 1999. Una tappa al giro dilettanti ed una frazione a cronometro individuale dello stesso interamente snodatasi sul circuito di San Salvatore.

Ha organizzato anche un campionato toscano dilettanti ed uno Juniores. Dal 1988 al 2000 è stato componente del comitato provinciale di Lucca della Fci e successivamente fino al 2012 consigliere regionale con l'impegno fisso settimanale di recarsi alle corse per controllare la regolarità dello svolgimento. Da direttore di corsa acquisì il cartellino a livello nazionale potendo svolgere l'incarico anche a livello internazionale.

Attualmente ha limitato i suoi impegni soltanto nell'organizzare la Coppa Remo Puntoni che dal 2000 viene riservata agli Juniores.

Una corsa di grandi tradizioni che nel 2007 si aggiudicò l'attuale corridore della Lampre Merida, Diego Ulissi, uno dei professionisti più forti. Paolo Fornaciari la vinse nel 1987 e Francesco Secchiari nel 1988. Non hanno ereditato la passione di Bianchi i figli Marcello di 44 anni e Matteo di 39. Però spera di portare presto a gareggiare i due nipoti: uno di 10 e l'altro di 5 anni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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