Gioco
GhiviBorgo, Fanani saluta dopo due anni di successi
Angeli e compagni oggi disputano gli spareggi sfidando in trasferta il Montecatini Il mister rivelazione del torneo: «Cresciuto grazie a una società e una squadra super»
LUCCA. Un sogno durato 24 mesi che ha portato una piccola realtà alle soglie del professionismo. Due stagioni indimenticabili per Pacifico Fanani, 44 anni, architetto, ex difensore in C2 negli anni Novanta e inizio Duemila con le maglie di Castelnuovo, Pontedera, Poggibonsi e Forlì, al timone del GhiviBorgo dal giugno del 2014. Fanani lascia la panchina della formazione della Valle. Un addio o forse un arrivederci senza polemiche, ma nella consapevolezza che di più e meglio era difficile fare e che comunque era giusto per il club e per il giovane tecnico - sicuramente tra i migliori in D - e per il club lasciarsi e provare nuove esperienze. Quello contro il Montecatini nel primo turno dei playoff potrebbe essere l’ultimo derby di Fanani sulla panchina dei biancorossoblu. «Se credete che la conquista degli spareggi promozione ci abbia meno affamati vi sbagliate di grosso. Andiamo a Montecatini per provare a vincere e proseguire la competizione. Vorremmo regalare alla società, ai tifosi e a Massimiliamo Mei, infortunatosi due settimane fa e che ha concluso anzitempo la stagione, la finale playoff del girone».
Due anni fantastici. Per Fanani queste due stagioni sono state fondamentali sotto il profilo della crescita personale e come allenatore. «Se ripenso a quanto è stato fatto in due stagioni mi vengono i brividi. La fantastica cavalcata nel torneo di Eccellenza con la vittoria interna contro il Viareggio, il secondo posto finale nel girone, i playoff nazionali con la sconfitta nella doppia partita ad opera del blasonato Ravenna e il ripescaggio in serie D il 5 agosto sono state le tappe salienti della prima stagione. Nella seconda abbiamo iniziato in ritardo tanto che in ritiro all’inizio c’erano soltanto capitan Angeli, un calciatore e soprattutto un uomo eccezionale che non mi stancherò mai di ringraziare, Taddeucci, Lelli, Cecchini e qualche giovane oltre all’infortunio del portiere Bolognesi poco prima dell’inizio del torneo. L’organico effettivo è stato completato dopo la 4° giornata di campionato con l'approdo di Pagano. Abbiamo iniziato male con 3 sconfitte e un pari, ma con fiducia e la consapevolezza di poter risalire la china».
Nove vittorie esterne di fila. Dalla metà del girone d’andata il GhiviBorgo è diventato una macchina da guerra: «Nove vittorie esterne di fila e la testa della classifica a tre lunghezze. Il calo? La prima mazzata ce l’hanno data quando siamo stati costretti ad abbandonare il Porta Elisa diventata la nostra casa. Gli stimoli sono venuti meno assieme ai seri infortuni rimediati da Pagano a Pane sino a Borgia. Ma abbiamo stretto i denti e siamo riusciti nell’impresa di conquistare i playoff facendo crescere alcuni giovani come Federico Russo, ma anche Carignani e Zoppi e nel finale di stagione Fontanelli. Penso di aver di aver dato tutto per la causa Ghiviborgo e sono orgoglioso di aver fatto parte di un gruppo di persone serie e perbene che meritano le migliori fortune».
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