Proteste
i volti dei TIFOSI
LUCCA. Emozioni forti che ti riconciliano con lo sport. Un palazzetto stracolmo di entusiasmo con famiglie intere capaci di incitare dal primo all’ultimo secondo Crippa, Dotto e le altre beniamine...
LUCCA. Emozioni forti che ti riconciliano con lo sport. Un palazzetto stracolmo di entusiasmo con famiglie intere capaci di incitare dal primo all’ultimo secondo Crippa, Dotto e le altre beniamine che gettano il cuore in quel parquet. Magliette, palloncini colorati di bianco e rosso, trombette e cori che rendono una bolgia il Palatagliate. Ci sono i sindaci di Capannori e Porcari, Alberto Baccini e Luca Menesini, che soffrono e si agitano sugli spalti. C’è il notaio Luca Nannini che, nonostante l’aplomb anglosassone, finisce per scaldarsi di fronte a certi errori arbitrali. C’è, con tanto di maglietta e fischietto fuori ordinanza, il dirigente amministrativo del tribunale Giuseppe Farinella che si agita e sprona la squadra. All’inno nazionale tutti in pieni all’unisono: i sostenitori di Lucca e i 50 ultras arrivati da Schio. Momenti indimenticabili che uniscono persone di varia umanità e condizione sociale. Tutte a sostenere una fede, a manifestare un ritrovato amore per la propria città. Alimentare il sogno scudetto dopo il ko all’ultimo tiro in gara 1 è l’obiettivo che si prefiggono i seguaci della Gesam Gas Le Mura. Tutti insieme provano a trascinare le ragazze di Diamanti verso quel successo che rimetterebbe tutto in discussione. Ma sin dall’inizio si capisce che sarà durissima. Sul parquet c’è una ragazza francese originaria del Benin che si è sposata nella chiesa di Vicopelago con un giovane livornese. Si chiama Isabelle Yacoubou ed è un pivot di 1,90, praticamente immarcabile. Una montagna di muscoli con una tecnica sopraffina. È lei che sposta gli equilibri. Già all’intervallo si capisce che Schio ha la partita in tasca. Ma i tifosi non si stancano di crederci al grido di «Lucca, Lucca». L’immagine più bella a fine partita: gli applausi scroscianti e il gimme five delle «bimbe» ai sostenitori di prima fila sono un emblema di pulizia. E le centinaia di ragazzini che invadono il parquet e giocano con una palla a spicchi insegnano ai grandi il vero significato dello sport. (l.t.)
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