Sicurezza
Diamanti non si abbatte: «Ripartiamo da 0-0»
Il coach lucchese: «Un peccato, abbiamo dimostrato determinazione. Ritmi troppo bassi in attacco»
LUCCA. Deluso ma non abbattuto. Affatto. È vero che nei playoff ogni partita fa storia a sé ma il 19-6 dell’ultimo quarto (32 a -5 di valutazione) dà comunque delle indicazioni utili da cui ripartire. Mirco Diamanti inizia subito dicendo che la squadra ha disputato una partita sottotono per tre quarti ma dà subito qualche dato utile alla lettura dell’incontro. Innanzitutto fa notare come tutte le considerazioni sulla differenza delle rotazioni tra le due squadre lascino il tempo che trovano.
«Loro hanno fatto cambi e distribuito il minutaggio mentre noi abbiamo giocato prevalentemente in cinque. Eppure nell’ultimo quarto abbiamo fatto un parziale da 19-6. Tutti questi aspetti sono sempre difficili da interpretare quando poi subentrano la corsa, la fatica, il punteggio. La verità è che la mente è veramente una cosa importante. Oggi per esempio non siamo mai riusciti a prendere ritmo in attacco e il non fare mai canestro ci ha tolto la nostra caratteristica principale che è quella dell’aggressività difensiva. Poi, quando ci siamo trovati con le spalle al muro, con la partita che sembrava finita, improvvisamente siamo riusciti a cambiarne l’inerzia recuperando due palloni e difendendo a zona. Non c’è niente di tattico, è un aspetto mentale».
Il coach biancorosso sottolinea come dopo due recuperi i piedi delle ragazze abbiano cominciato a girare come succede di solito e come invece non era accaduto fino a quel momento. «Credo che sia una risposta a tante definizioni un po’ stereotipate che io credo che non abbiano senso. Peccato che, una volta riaddrizzata la gara, dopo due vittorie per un punto, stavolta non ci siamo riusciti. È davvero un peccato perché, pur essendo sempre stati sotto, devo dire che abbiamo dato dimostrazione di grande voglia e grande determinazione. Questo è l’aspetto positivo da cui spero di ripartire per affrontare gara due».
Domani infatti si gioca, con la palla a due che arriva a meno di 48 ore di distanza dalla sirena di gara uno. «In verità non credo che queste siano gare di continuità – puntualizza il coach – credo che qui si termini per poi ripartire da 0-0, nel vero senso del termine. Difficile dire come sarà gara due perché ci sono troppi fattori che magari condizionano gli eventi. Nei primi tre quarti si è giocato come vuole Schio, con ritmi bassi e facile circolazione della palla. È chiaro che una partita del genere ci vede sicuramente in difficoltà perché la loro qualità può primeggiare. Noi dobbiamo giocare un altro tipo di pallacanestro ma non sempre in queste gare poi riusciamo a farlo. La nostra forza non è la razionalità e quando siamo andati in difficoltà abbiamo perso un po’ tutti gli accorgimenti tattici che avevamo preparato. Poi quando siamo riusciti ad aumentare i ritmi in difesa abbiamo ritrovato la via del canestro».
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