Sicurezza
Lucie Smith: «Meglio i dilettanti che il calcio professionistico»
Marco Baldini (Gp Alpi Apuane) trionfa a Pistoia nella 40esima “Camminata della salute”, terzo Marco Guerracci del Gs Orecchiella. In gara per i colori apuani, belle prove per Alessio Biondi, 10°...
LUCCA. Capacità di prendere palla spalle alla porta e girarsi che non sono comuni a nessuno nella sua categoria. Il piede sinistro è di quelli che quando calcia fa male e la falcata in corsa quanto punta l'area di rigore avversaria è devastante. Siamo in Seconda categoria, ma chi vede giocare Thomas Lucie Smith, 28 anni, si accorge subito che questo centravanti dovrebbe stare in altri campionati. Della scelta di questo bomber di 188 centimetri ne ha approfittato il Luccasette che lo ha allevato e portato alla ribalta nei campionati maggiori. Nonostante il calciatore voglia esaltare i compagni ("Mister Sorini ha altri bravi giocatori e il Luccasette non sono io") siamo convinti che la rosa di Andrea Sorini riconosce il contributo tecnico dato per la salvezza della punta seconda nella classifica marcatori con 15 reti pur non avendo giocato tutte le partite a causa di un infortunio. Il calcio dei professionisti è un mondo che Lucie Smith conosce: «Ho giocato a Potenza, in C1, dopo una serie di ottime prestazioni con il Pesciauzzanese in Eccellenza. Dopo Potenza sono stato per un'altra stagione in C2 a Colle Val d'Elsa, poi la scelta di chiudere questa esperienza con il pallone dei professionisti, in quanto posto di fronte ad un bivio, una scelta di vita». Il ragazzo che diventa uomo rescinde con la Colligiana e scegliere altre strade: «Il calcio a questi livelli rischia di essere una illusione. Tra società in difficoltà economiche e stipendi modesti c’è il rischio di restare con un pugno di mosche in mano. Ho preferito dedicarmi con attenzione agli studi e pazienza se questo non è stato conciliabile con il calcio di Lega Pro. Adesso mi occupo di finanza e sono tornato al Luccasette. Non ho rimpianti e sono soddisfatto». Il calcio è adesso un’occasione, anche per stare con amici e dirigenti dei tempi delle giovanili: «Sono contento di essere tornato a casa. Aver contribuito alla vittoria nei playout e aiutato la squadra a restare in seconda categoria è quasi come aver reso in parte quanto il Luccasette mi ha dato». Mai dire mai nel calcio mercato, ma quello tra Thomas e il Luccasette pare essere un matrimonio destinato a lungo: «Fino ad un paio di anni fa avevo tante richieste di squadre anche di categorie superiori. Pare che anche i direttori sportivi di altri club abbiano capito che il calcio si pratica anche per stare in compagnia e che con il gruppo Luccasette sto benissimo».(m.c.)
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