Proteste
Lucchese, programmare per il futuro
Salvezza raggiunta a L’Aquila grazie a un gol nel recupero del baby Bragadin. Adesso è alla portata la Coppa Italia Tim
LUCCA. La cabala funziona alla perfezione. Galderisi batte ancora una volta l’ex compagno di squadra Modica e la prima vittoria in trasferta del tecnico campano (l’ultima volta tre mesi fa contro la Lupa Roma in panchina c’era Giovanni Lopez) coincide con la conquista della salvezza matematica della Lucchese a 90’ dal termine. L’incubo playout termina a L’Aquila (anche se la vittoria mai in discussione con il Tuttocuoio aveva messo quasi al riparo i rossoneri) e a segnare il gol determinante al primo minuto di recupero è un ragazzo del settore giovanile: Andrea Bragadin, 19 anni da compiere tra 24 giorni. Proprio com’era accaduto due anni orsono a Correggio quando un altro giovane (Tommaso Pecchioli ora la Fezzanese in D, formazione cara al compiato Massimiliano Fiondella) realizzò nell’overtime il gol della promozione in Lega Pro. Segno che la rinascita rossonera parte dalla valorizzazione dei giovani, possibilmente di proprietà.
La partita. Una sfida, quella contro il modesto L’Aquila (incomprensibile la scelta di esonerare Carlo Perrone per ingaggiare il vice di Zeman, Giacomo Modica, che la Lucchese avrebbe dovuto chiudere molto prima che nei minuti di recupero. Perché Nolè e compagni - che per un’ora hanno giocato in superiorità numerica a causa dell’espulsione (giusta) dello sciagurato Sandomenico (l’elemento più pericoloso dei rossoblu) reo di aver mandato palesemente a quel paese l’arbitro - gettano alle ortiche fallendo ripetutamente il raddoppio e facendosi raggiunge a un quarto d’ora dalla fine da una conclusione a giro dal limite di Manuel Mancini capace d’infilarsi nel sette alla sinistra di Di Masi. Sino a quel momento la Lucchese aveva legittimato il vantaggio. Dopo un buon inizio (conclusione dal limite di Fanucchi e presa in due tempi di Scotti) i padroni di casa per due volte con Sandomenico sfiorano il gol con Mingazzini che, complice l’uscita aerea avventata con perdita della sfera di Di Masi, salva sulla linea una conclusione a botta sicura. Poi al primo affondo in contropiede Pozzebon (tra i migliori in campo anche se si poteva risparmiare il gestaccio verso il pubblico al momento della sostituzione) di testa ben servito da Calcagni giustamente preferito a Monacizzo (grande professionalità per il ragazzo umbro che l’anno prossimo vestirà la casacca del Pontedera) infila alle spalle di Scotti. Da lì in poi la Lucchese controlla le operazioni e manca ripetutamente il raddoppio (due volte con Terrani, poi Botta, Fanucchi e Bianconi) sino alla rete di Mancini. A quel punto i rossoneri si riversano in avanti e hanno il merito di crederci sino in fondo e quando ben servito salta Di Mercurio e Cosentini e infila l’angolo alla sinistra di Scotti si capisce che l’incubo è davvero finito. Si torna a casa rinfrancati e i festeggiamenti saranno più che sobri per una stagione decisamente negativa (una pizzata è più che sufficiente).
Coppa Italia Tim. A pensarci bene il campionato non è ancora finito. Con la salvezza in tasca la Lucchese ha ancora un obiettivo: puntare alla qualificazione in Coppa Italia Tim con le squadre di A e B. I rossoneri dovranno battere la Carrarese al Porta Elisa nell'ultima partita della stagione e sperare in un passo falso dell'Arezzo sul campo del Rimini. In classifica gli amaranto hanno due punti in più, ma sono in svantaggio negli scontri diretti con Nolé e compagni che hanno vinto entrambe le gare contro l'Arezzo. A questo punto vale la pena provarci per strappare il pass per la Tim Cup come accadde l’anno scorso. Anche perché la formazione aretina avrà vita dura contro il Rimini obbligato a conquistare i tre punti per provare a raggiungere la salvezza. Un motivo per dare interesse al derby contro la Carrarese.
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