Il dolore
La biancorossa: «Cate, ti voglio bene ma stasera vinco io»
LUCCA. È una sfida nella sfida. Oltre alla finale scudetto, nello scontro tra Gesam e Reyer, c’è in ballo anche una questione familiare per la supremazia della palla a spicchi. È quello che riguarda...
LUCCA. È una sfida nella sfida. Oltre alla finale scudetto, nello scontro tra Gesam e Reyer, c’è in ballo anche una questione familiare per la supremazia della palla a spicchi. È quello che riguarda le sorelle Dotto: da una parte Francesca (Lucca) dall’altra Caterina (Venezia). Un duello sano e chiuso dentro i confini del campo, ma non per questo meno avvincente: «Ormai è un po' di tempo che giochiamo contro – commenta la biancorossa Francesca – Ci sono abituata. In campo considero mia sorella un'avversaria come tutte le altre. Beh, a parole è semplice dirlo, ma se devo essere sincera, l'emozione di giocare contro di lei è diversa dal normale».
Competizione è la parola che contraddistingue il duello tra le due cestiste di casa Dotto: «Siamo molto competitive - dice Francesca – se lei mi ruba il pallone, dentro mi scatta automaticamente la voglia di rubarglielo a tutti i costi». A fare il tifo (non si sa per chi) ci saranno anche i parenti Dotto. È interessante scoprire come si vivono certe partite all'interno della famiglia: «I nostri genitori non hanno preferenze – commenta Francesca – fanno il tifo per tutte e due, sapendo che una vincerà e una purtroppo perderà, questo è lo sport».
Ci sono dei pregi di Caterina che ti piacerebbe avere?: «Vorrei avere la sua calma nell'affrontare le cose – dice Francesca – Io a differenza sua sono meno paziente e mi faccio prendere più facilmente dal nervosismo». Ma oltre ad invidiare questa dote alla sorella, la Dotto lucchese sottolinea quelle che sono le sue peculiarità: «È difficile dire quale sia la caratteristica che ho in più rispetto a Caterina – sorride Francesca – Se devo collegare il discorso alla pallacanestro, posso dire che lei è una persona sensibile e a volte si fa prendere dall'emotività, rispetto a me che sono molto più fredda e brava nel gestire i momenti del match. Ma in verità non so dire se questo sia un pregio o un difetto», scherza la numero 8 biancorossa.
Per concludere, Francesca lancia la sfida a sua sorella: «Cate, ti voglio tanto bene ma questa sera voglio vincere io». Un legame tra sorelle fortissimo e difficile da trovare, ma quando ci si mette un campo da basket e un pallone, tutto cambia.
Andrea Nicolosi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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