L’energia positiva di Nene si sprigiona a bordocampo
L’atleta originaria del Senegal è diventata la prima tifosa del basket Le Mura «Mi sento parte integrante della squadra e della città che sogna il tricolore»
LUCCA. Tiene il pantalone della tuta sollevato. Sul ginocchio sinistro si vedono nitidamente due piccole cicatrici. Nient'altro. Il dolore adesso non è così forte come cinque mesi fa. Ma persiste, è nell’anima dell’atleta: profondo, intenso, più delle cicatrici che quasi non si notano più. Forse è per questo che è ancora più difficile da accettare e da sopportare.
Una distorsione durante un allenamento come tanti, il legamento che si lesiona, la caduta su quel parquet del Palatagliate che avrebbe dovuto rappresentare la svolta per la sua carriera sportiva. Che invece ha rischiato di prendere la piega peggiore per Nene Diene, 24 anni, ormai da 150 giorni spettatrice non pagante della splendida avventura della Gesam Gas, mai come quest’anno in lotta per il tricolore. Osserva a bordo campo, con i suoi grandi occhi da cerbiatta, le compagne che si allenano con grande intensità e sogna il momento in cui tornerà ad allacciarsi le scarpe, a riscaldarsi, ad alzarsi dalla panchina per mettere il canestro più importante: quello della completa guarigione, del ritorno alla pallacanestro.
Supertifosa. Per lei le porte dei playoff sono blindate. Troppo rischioso forzare i tempi, tornare a giocare adesso, magari nella finale scudetto. Serve ancora del tempo, altro allenamento, tanta fatica, impegno e sacrificio. Ora l'urlo di dolore di Nene, quello carico di disperazione e rabbia che solo una grande esclusa può liberare, si è trasformato: è arrivato alle compagne della Gesam Gas & Luce sottoforma di energia e potenza.
Partita dopo partita lei è sempre stata lì. Seduta in un seggiolino del palasport, dietro alla panchina, a incitare Crippa, Dotto e tutte le altre compagne. A soffrire, gioire, arrabbiarsi e gridare con loro e per loro. Ma Nene anche in trasferta, ha viaggiato ogni volta a bordo della stessa macchina e con la stesse compagne: perché se la formazione delle auto (e non solo) si è rivelata vincente per la prima partita guai a cambiarla. Si sa, lo sport è anche scaramanzia e soprattutto va oltre i canestri che realizzi in tap in o da tre punti.
L’infortunio. «Ricordo benissimo il dolore che ho provato - racconta Nene Diene, accento salentino e curriculum che fa il giro del mondo partendo dal Senegal - Quando mi sono rialzata ho capito subito che non si trattava di una sciocchezza. Il nostro fisioterapista, Claudio, mi ha detto di sedermi e di stare tranquilla. Dopo una settimana mi sembrava addirittura di stare meglio, mi sono allenata regolarmente con le ragazze e invece gli esami hanno mostrato una lesione al legamento crociato anteriore».
La diagnosi non lascia spazio a troppe interpretazioni: per evitare la rottura è necessaria un'operazione chirurgica che viene eseguita il 25 gennaio nella clinica San Camillo di Forte dei Marmi.
Diene, un metro e ottanta di muscoli e coraggio, entra nel limbo della riabilitazione fatta di sacrificio e pazienza, virtù quest'ultima, della quale la stessa ala che indossa la maglia con il numero 4 ammette di non essere particolarmente dotata. «L'operazione sarà durata al massimo un'ora e mezza - racconta ancora - le mie compagne erano tutte lì ad aspettare che uscissi dalla sala operatoria. È stato un gesto fondamentale perché in uno dei momenti più difficili della mia vita non mi hanno fatta sentire sola. Se il recupero sta procedendo così bene è anche merito loro, del loro supporto senza il quale penso che non sarei riuscita ad affrontare con tanta grinta e ottimismo questo brutto infortunio».
Non fermarsi mai. Infatti, passano appena tre giorni dall'intervento e Nene torna in palestra: fermarsi non è nelle sue corde, nella sua indole, nel suo modo di prendere ogni cosa che la vita le offre.
Continua sempre a muovere la gamba, lavora per non perdere tono muscolare, segue una dieta rigorosa fatta di pane, burro e salmone a colazione e squat e corpo libero la mattina e il pomeriggio.
I miglioramenti sono evidenti da subito, in una settimana si libera delle stampelle. Passano i giorni, la camminata migliora, la gamba risponde sempre meglio allo sforzo e alle sollecitazioni della sua massa corporea.
Il racconto sui social. Racconta tutto sui social network, il suo diario reale più che virtuale: foto e video immortalano la cronaca di una convalescenza fatta sì di allenamento, ma anche di passeggiate con le compagne nel centro di Lucca, di letture rilassanti la sera prima di andare a letto, della sua famiglia allargata in grado di darle tutto l'amore necessario.
E quando cominciano i playoff l'ala numero 4 posta una sua foto durante l'allenamento: messaggio per le ragazze: «I miei playoff sono già iniziati, game day». Bellissimo, struggente, da lacrimoni.
«Lucca mi piace tantissimo - dice Nene Diene - e mi auguro di poter rimanere in questa splendida città ancora un bel po' per avere finalmente la possibilità di dimostrare quanto valgo. L'altro giorno sono andata al bar Biscuit e un tifoso mi ha riconosciuta: non mi era mai capitato prima, mi sono sentita parte integrante della città.
La giornata tipo. « A Lucca - racconta ancora - abito insieme alle mie due più care amiche, Valentina Gatti ed Erica Reggiani. La vita delle sportive non è poi così diversa da quella delle altre ragazze di vent'anni. Certo, le nostre uscite sono perlopiù il lunedì: per noi il weekend è importante riposarsi ed essere in forma per la partita del giorno dopo. In casa cuciniamo un po' a turno anche se dobbiamo fare attenzione alla dieta». Una colazione da aspiranti campionesse e poi via in palestra a sudare con il sorriso perché in fondo si fa uno sport che ci piace e ci appassiona e non si timbra un cartellino d’entrata e di uscita.
«Pane, burro e salmone, caffè latte poi in palestra - racconta Nene - questo vale dal martedì al venerdì. Io di solito faccio una merenda al pomeriggio, ma so che è abbastanza particolare perché confesso che mi piace mangiare solo prosciutto crudo. Dopo l'allenamento torniamo a casa: cena e un buon libro prima di andare a letto magari con la musica dei Negramaro in sottofondo. Quando invece c'è la partita non rinunciamo mai a una cena tutte insieme. Un modo per sentirsi ancora più unite e più vicine, per essere una squadra. Perché l’unione fa la forza e lo spirito di gruppo è l’arma in più da spendere partita dopo partita».
E allora forza Nene una città è pronta a vederti danzare sotto canestro, a liberare il tuo talento puro, a dare un calcio alla sfortuna e riprenderti quello che il destino ti ha tolto.
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