Il Tirreno

Lucca

Cecchini, il calciatore dilettante del GhiviBorgo

di Michele Citarella
Cecchini, il calciatore dilettante del GhiviBorgo

Dalla Promozione alla serie D in sei stagioni di militanza e alterna al campo il lavoro alla Kedrion

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LUCCA. Non mancano giocatori in rosa più esperti di lui e con più anni di carriera alle spalle, ma il calciatore del GhiviBorgo con maggiore anzianità di servizio nel club è Giacomo Cecchini, 23 anni, di cui 6 da protagonista. Settore giovanile del Fornaci, dove il padre Sergio è apprezzato ds e dove giocava con il fratello Tommaso, tre anni più grande, è arrivato a Ghivizzano negli anni della Promozione. «Al primo anno vincemmo il campionato con Vangioni allenatore, poi si sono susseguiti Giraldi, Moschetti, Venturelli, Cerasa, Pisciotta e ora Fanani, con cui siamo andati in Serie D». Il gol segnato domenica scorsa al Jolly Montemurlo è il primo realizzato in quarta serie. Non si aspettava di ritagliarsi un discreto spazio tra i titolari in D «Inizialmente pensavo che la concorrenza di tanti esperti e di calciatori provenienti dai campionati professionistici fosse elevatissima. Poi ci sono stati i fisiologici cali di condizione e qualche infortunio e ho iniziato a prendermi un po’ di spazio, con qualche partita da titolare e qualche altro spezzone di gara. Non è facile, perché causa lavoro salto sistematicamente un allenamento con la squadra. Recupero allenandomi da solo oppure andando a fare una sgambata con la Juniores. D’altronde c’è il lavoro alla Kedrion che mi tiene molto impegnato. Allenamento a parte, posso ritenermi fortunato, perché con lo stipendio di un anno da calciatore in D non si può vivere». Cosa ha pensato quando ha segnato il primo gol nella A dei dilettanti: «Dopo aver gioito, ho usato un po’ di autoironia: segno un gol a stagione e soddisfatto mi sono detto tra me e me… che bello, mantengo questa media anche in Serie D, chi lo avrebbe detto? I playoff? Abbiamo due scontri diretti importanti e non dobbiamo perdere. Contro il Montemurlo, una delle squadre più forti insieme al Gubbio e al Gavorrano, per poco non portavamo a casa una vittoria. Arrivare a giocare i playoff sarebbe il giusto premio alla stagione e ai sacrifici fin qui messi per allenarsi. Il futuro? Restare mi piacerebbe, ma c’è una società che dovrà fare le sue valutazioni e dovrò fare i conti con i turni lavorativi alla Kedrion, che potrebbero essere anche più difficili da conciliare rispetto a quanto avviene adesso. Comunque vada mi godo sino in fondo questa bella avventura».

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