Il Tirreno

Lucca

Lucchese, la salvezza a portata di mano

di Luca Tronchetti
Lucchese, la salvezza a portata di mano

In 27’ archivia la pratica Tuttocuoio con i gol di Terrani-Pozzebon: ora aumenta a 4 punti il vantaggio dalla zona playout

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LUCCA. Un derby senza storia che assegna i 3 punti a una Lucchese affamata che ora sale a quota 36 e si trova a un passo dal traguardo della salvezza. Aggressivi, cattivi, determinati, sempre primi sulle seconde palle e in grado di far male in zona gol, i rossoneri segueno il diktat di Galderisi: dominano nel gioco e surclassano un Tuttocuoio muscolare, ma con poca materia grigia. Così anche un campo ai limiti della praticabilità per la pioggia incessante caduta durante tutta la giornata e che doveva favorire i prestanti neroverdi, finisce invece per agevolare Nolè e compagni che dimostrano di aver fatto tesoro della figuraccia rimediata a Teramo. I giovanotti gettano il cuore oltre all’ostacolo e finiscono addirittura all’attacco nonostante il doppio vantaggio. Fondamentale il rientro del metronomo Mingazzini capace a 36 anni di dare equilibrio, infondere sicurezza ai compagni: meritare la riconferma anche per la prossima stagione, l’ultima con le scarpette bullonate. Decisiva invece la coppia del gol Pozzebon-Terrani. Con il primo capace di segnare, far segnare e, per la prima volta da quando indossa la maglia rossonera, di aiutare con grande spirito di sacrificio i compagni e il secondo praticamente imprendibile per i compassati difensori ospiti che devono soffrirlo particolarmente se è vero che contro il Tuttocuoio tra andata e ritorno segna tre reti in due partite. Ma è tutta la squadra a girare senza commettere errori e limitando le sporadiche ripartenze della formazione di Lucarelli che ha in Ricciardi e Giovinco gli unici a salvarsi nel mare magnum della mediocrità. Ora alla Lucchese mancano 1 massimo 2 punti per restare in Lega Pro e con 4 di vantaggio dalla quint’ultima (il Rimini a quota 32) a 180’ dal termine soltanto un suicidio sportivo può impedire alla truppa di Galderisi di tagliare il traguardo della permanenza in categoria e programmare per tempo la prossima stagione in modo di evitare gli errori commessi quest’anno.

Tuttocuoio senz’anima. Dura poco più di un quarto d’ora la resistenza di un Tuttocuoio senz’anima che schiera un 3-5-2 composto da una serie di colossi d’argilla che crollano al primo affondo della Lucchese. Galderisi si affida all’eterno Mingazzini retrocedendo Espeche nel suo ruolo naturale di centrale di difesa e confermando poi la squadra amorfa vista in Abruzzo. Ma la lezione subita serve perché dopo un paio di brividi dalle parti di Di Masi (conclusione di Ricciardi deviata in corner da un difensore e orribile colpo di testa del pilone Kristo) i rossoneri liquidano la pratica nel giro di 8’. Ripartenza micidiale di Pozzebon che con la coda dell’occhio pesca Terrani sulla destra, l’attaccante finta su Ferraro e tira in diagonale mandando la sfera a gonfiare la rete nell’angolo più lontano. Il Tuttocuoio non reagisce e la Lucchese prende coraggio e confeziona altre palle gol sino alla rete di Pozzebon (27’) lanciato da Calcagni e lasciato colpevolmente solo dalla »svirgolata» dell’irriconoscibile Falivena. 2-0 dopo neanche mezz’ora: roba da stropicciarsi gli occhi nonostante un terreno infame che non consente lo sviluppo armonico della manovra.

La musica non cambia. Gli ospiti la buttano sul piano fisico con interventi da codice penale (arbitraggio mediocre quello di Di Martino) ai danni di Di Masi prima e Calcagni poi. Ma la Lucchese è troppo attenta e concentrata per cadere nelle provocazioni. E nella ripresa, al di là di un colpo di testa liberatorio di Nolè che si sostituisce al portiere per anticipare Shekiladze, Di Masi resta inoperoso. Controllo assoluto della Lucchese capace di sprecare pure il terzo gol in un paio di ficcanti ripartenze.

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