Galderisi: «La vittoria del sacrificio»
L’allenatore rossonero esalta il gruppo, Lucarelli non si presenta
LUCCA. Questione di stile. Da una parte Giuseppe Galderisi, dall’altra Cristiano Lucarelli. Il primo sempre educato, gentile e pronto a parlare con i giornalisti anche quando le cose vanno male, il secondo che non risponde al telefono in settimana e non si presenta in sala stampa per fornire spiegazioni su una prestazione desolante del Tuttocuoio che rischia i playout. Galderisi sottolinea la metamorfosi della Lucchese: dalla disfatta disfatta di Teramo alla prova gagliarda con il Tuttocuoio. A distanza di 7 giorni una squadra trasformata da un tecnico che in settimana ha fatto sentire il fiato sul collo a Nolè e compagni: li ha strigliati, responsabilizzati e motivati al punto giusto. «La brutta figura di Teramo è stata una molla, non mi era andata giù. Questa settimana mi è piaciuta la voglia di lottare uno accanto all'altro. Sapevamo che il Tuttocuoio era una squadra fisica e il campo rischiava di aiutarli. Meglio di cosi non potevamo fare. Una grande vittoria, frutto di una partita di sacrificio, una Lucchese battagliera». Decisivi gli attaccanti Pozzebon e Terrani: «Bagnoli al Verona mi diceva che gli attaccanti sono importanti, sono quelli che fanno girare la squadra, adesso che sono più saggio capisco quanto è vero. È stato importante anche il recupero di Mingazzini: per la sua esperienza mi sono preso la responsabilità di metterlo dentro. Ha detto che vuol restare un altro anno e sono straconvinto che lui in un gruppo possa fare la differenza. Sartore? Si sentiva affaticato e non lo abbiamo voluto rischiare. Auguri a Palomeque che ha avuto un bimbo (Raul)». Tre punti che avvicinano la Lucchese alla salvezza.
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