Sicurezza
Lucchese, tra un mese si decide il futuro
Tra la squadra in lotta per evitare i playout, l’odierno Cda, l’assemblea dei soci, la ricapitalizzazione e la scelta del diesse
LUCCA. In un mese si decide il futuro della Lucchese. Da una parte il campo, dall’altra la società. C’è da resettare, ripartire e possibilmente programmare una stagione meno travagliata di quella attuale che, purtroppo, non è ancora terminata. E soprattutto servono chiarezza e competenza in tutti i ruoli. Perché con l’improvvisazione che quest’anno ha regnato sovrana non si va da nessuna parte. Tantomeno si lotta per i playoff o per la serie B. Non ci è piaciuta, in una gara importante come quella al Bonolis di Teramo, l’assenza dei vertici societari impegnati a festeggiare la promozione in D della Rignanese. In certi frangenti la vicinanza del presidente o di altri esponenti autorevoli è importante perché rasserena e infonde fiducia.
La componente sportiva. Mancano 270 minuti e il caos in coda regna sovrano. Per conquistare la salvezza matematica evitando che la classifica avulsa che vede i rossoneri soccombere con molte squadre in coda (negli scontri diretti Lucchese in svantaggio con Pistoiese, Santarcangelo, Prato) servono 5 punti: una vittoria e due pareggi. Oppure due vittorie e una sconfitta nelle gare interne con Tuttocuoio e Carrarese e nella sfida al Fattori a L’Aquila a cui non ha giovato il cambio di allenatore (da Carlo Perrone a Giacomino Modica). E soprattutto è necessario segnare. Perché l’anemia in zona gol rischia di trasformarsi in un boomerang senza ritorno. E vincere due partite, dopo la prestazione deprimente fornita con il Teramo, oggi appare come una chimera. Pensando positivo però la Lucchese edizione 2016-2017 ha un’unica certezza: Giuseppe Galderisi. Ma questa squadra dovrà essere rifondata. Altro che ritocchi: serviranno una dozzina di nuovi calciatori e soprattutto non sarà piazzare certi elementi che hanno in tasca biennali e triennali. E c’è il serio rischio che qualche giocatore a fine contratto, ma utile alla causa, trovi già da adesso una nuova collocazione per il futuro. Un altro nodo da sciogliere? Quello del direttore generale. Giovanni Galli è ormai un separato in casa, ma non ha ancora sciolto il rapporto di lavoro che lo lega al club sino al 30 giugno 2017. Al momento non si è dimesso e probabilmente attende una buona uscita dalla società. Fabio Bettucci, numero 2 della Lucchese, ha già contattato, non solo telefonicamente, Antonio Obbedio (già ds a Teramo, Ancona e Savoia ed ex rossonero nella stagione 1998-99) disponibile a lavorare come diesse con o senza Galli. Ma occorre fare chiarezza e in fretta.
La componente societaria. Stasera s’incontrano i sei membri del consiglio d’amministrazione per ratificare la perdita di bilancio che supera abbondantemente il milione di euro. E il 27 maggio verrà convocata l’assemblea dei soci (i fratelli Bacci, Coam, Lucchese Partecipazione, Lucca United, Micheloni e Moriconi) per la delicata fase della ricapitalizzazione in considerazione dell’avvenuto azzeramento del capitale sociale. Si tratta di passaggi fondamentali per il futuro della Lucchese. Propedeutici a qualsiasi programmazione di carattere sportivo. Tante le domande in attesa di una risposta: cambierà l’assetto societario? Bacci manterrà le sue quote o le cederà in parte alla Coam? E i soci lucchesi rimarranno al 10% oppure decideranno di ridurre l’impegno o cercheranno di allargare la base locale. E come si comporterà Lucca United una volta coperte le perdite d’esercizio?
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