Il Tirreno

Lucca

Obbedio: «Pronto a sposare la causa rossonera»

di Luca Tronchetti
Obbedio: «Pronto a sposare la causa rossonera»

L’ex mediano, un sorta di enciclopedia del calcio, conferma i ripetuti contatti con Fabio Bettucci

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Lo avevamo incontrato nella reception del Best Western di Macerata il 20 settembre dello scorso anno. Antonio Obbedio, 47 anni, da ragazzo umile e modesto qual è in quel momento stava dando una mano ad un amico e il dg Giovanni Galli gli aveva chiesto di visionare per lui la partita Maceratese-Lucchese finita 1-1. Non pensava che sei mesi dopo la Lucchese - e in modo particolare il numero 2 del club, Fabio Bettucci- lo contattasse: «Con il dottor Bettuci da un mese a questa parte(come riportato da Il Tirreno il 31 marzo) ci siamo sentiti svariate volte al telefono e ci siamo anche visti di persona. - racconta Antonio Obbedio - Bacci? No, con il patron non ci ho ancora parlato. So che lui è impegnatissimo, ma spero di vederlo presto». Spera di essere lui il nuovo direttore sportivo della Lucchese: «Con Lucca ho un debito di riconoscenza. Con i rossoneri ho debuttato in B e non potrò mai dimenticarlo. L’ho detto e lo ripeto: a Lucca verrei a piedi. Non ne faccio una questione di soldi o di persone. Ci sono problemi con il direttore generale? Con Giovanni Galli ho un ottimo rapporto. Mi ha chiamato per visionare delle partite e io l’ho fatto. Per me sarebbe un privilegio lavorare con lui se me lo chiedono».

Chi è Obbedio. È un ragazzo umile e perbene Antonio Obbedio. Forse pure troppo per i tempi in cui viviamo. Uno che tutti gli anni di sciroppa 60-70mila chilometri in macchina per vedere partite di Lega Pro e di serie D e per dare un parere a chiunque glielo chieda. Sempre spassionato, mai interessato. Lo chiamano «L’enciclopedia» perchè conosce vita, morte e miracoli dei calciatori di terza serie, di D, Eccellenza e dei settori giovanili. Ha un archivio sterminato e non se la tira mai con nessuno. Il suo cellulare è sempre acceso a qualsiasi ora del giorno e della notte. Da calciatore ha giocato sino a 40 anni in Eccellenza con il Chieti e poi tanta Lega Pro e due stagioni in B (Lucchese e Messina): «Galderisi? Sarei davvero lusingato se dovessi lavorarci insieme. Nell’ambiente si dice un gran bene di lui. Nonostante la sua carriera importante è dotato di grande umiltà e buonsenso doti fondamentali per cementare un gruppo».

La carriera. Ha iniziato come osservatore nel Sassuolo nel 2009-2010 e per due anni. Poi diventa ds a Teramo in D nella stagione: «Allenatore Cifaldi che avevo avuto a Chieti. Il presidente me lo esonera nonostante il mio parere negativo chiamando Ammazzalorso. Facciamo 2 punti in 5 partite e a quel punto torna Cifaldi. Il Teramo conquista 5 vittorie, ma arriviamo secondi dietro al Santarcangelo». La stagione successiva è ad Ancona in D. «A metà dicembre il presidente manda via il tecnico Gentilini. Io non sono d’accordo e mi dimetto perchè la dignità vale più di ogni altra cosa». Nel 2014-2015 approda a Savoia, ma la situazione è caotica e a Natale se ne va. «A Giulianova in realtà non sono mai andato. È la mia città, ma la proprietà ha usato il mio nome in maniera strumentale».

Talenti. Ha visto decine e decine di partite di serie D. «Ho letto sui siti nomi che mi attribuiscono, ma che smentisco (Chiricò, Jefferson) perché fuori budget. Tra i giovani più interessanti che ho visionato c’è Lorenzo Musto, classe 1996, attaccante e capitano della Primavera del Perugia, ora in forza alla Torres. Un ragazzo di grande avvenire. Ho seguito anche Federico Russo ora al GhiviBorgo che ha le carte in regola per giocarsela».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa