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«Traditi, ma non lasciamo Mattia solo»

«Traditi, ma non lasciamo Mattia solo»

Gavazzi positivo alla cocaina, il team manager di Amore & Vita: «Uno choc»

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LUCCA. Gavazzi positivo per la quarta volta alla cocaina: su questo triste episodio che ha visto protagonista un ciclista di Amore & Vita, Cristian Fanini, team manager della più antica società ciclistica italiana da sempre in prima fila nella lotta al doping, ha voluto commentare la vicenda: «Quando ho letto la comunicazione Uci non volevo crederci. Lo sgomento è così grande che faccio fatica a spiegarlo. A nome di tutti i membri della squadra posso solo esternare il nostro assoluto choc per quanto accaduto alle nostre spalle. Sapevamo quanto fosse difficile e delicato gestire Mattia e ognuno di noi ha sempre dato il 110 per cento per tenerlo tranquillo. Non era facile, soprattutto gli ultimi mesi avevamo notato in lui un nervosismo e una irrequietudine maggiore, ma sinceramente credevamo fosse dovuta al fatto che quest'anno c'erano tanti appuntamenti importanti. Mai e poi mai avremmo immaginato che si trattasse ancora di cocaina».

«La nostra squadra – continua Fanini – è la prima a essere afflitta e colpita nel profondo, sotto il profilo umano ancor più che sportivo. Mattia ha sbagliato per l'ennesima volta, ci ha traditi tutti ma, in primo luogo, ha tradito se stesso e da questo ormai non si può tornare indietro. No, non ce lo aspettavamo soprattutto dopo che la mia famiglia gli aveva ridato una nuova opportunità di carriera e soprattutto di vita. In lui io credevo davvero, e lo considero come un membro di famiglia"

«In questi anni – spiega il team manager – lo abbiamo sempre coccolato, fatto sentire di nuovo un atleta, un campione ritrovato. Gli avevamo dato la leadership della squadra. Forse abbiamo fatto anche troppo, ma questa è Amore & Vita e siamo sempre pronti a lottare per aiutare chi ha bisogno. Non sono qui per giudicare, adesso sarebbe da veri codardi voltargli le spalle e abbandonare tutto, non sarebbe da uomini e non servirebbe ad altro che a peggiorare la sua situazione. La prima vera vittima di tutto questo è proprio Mattia. La sua vita ciclistica finisce qui, nel peggiore dei modi, ma quella dell'essere umano no e mai come in questo momento andrà accompagnato in un cammino di riabilitazione drastico e assoluto».

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