Italia
Lucchese, la salvezza è dietro l’angolo
Dopo il pari al platino con il Pisa arrivano i ko di Tuttocuoio, Aquila, Santarcangelo e adesso la zona playout è a 4 punti
LUCCA. Un week end decisamente positivo per la Lucchese probabilmente determinante in chiave salvezza. Il punto conquistato contro i cugini del Pisa sommato ai risultati delle avversarie (tutte sconfitte eccezion fatta per la Pistoiese che a fatica ha pareggiato in casa con la Carrarese) pongono i rossoneri a una distanza di sicurezza dai playout. Il vantaggio passa da tre a quattro punti quando alla fine della stagione mancano 360 minuti vale a dire quattro partite. Due in terra d’Abruzzo (Teramo e L’Aquila) e due derby da disputare al Porta Elisa (Tuttocuoio e Carrarese). Alla luce degli ultimi risultati per salvarsi direttamente, evitando anche pericolosi inciampi legati alla classifica avulsa, a Nolè e compagni basterà fare 5 punti (una vittoria e due pari) raggiungendo quota 38 dove, anche in virtù degli scontri con altre pericolanti, le quint’ultime L’Aquila e Prato potrebbero arrivare solo vincendo 3 delle 4 partite a disposizione. Un’impresa titanica per i lanieri che in tutto il campionato hanno vinto soltanto 7 partite. Se poi a un ragionamento puramente statistico aggiungiamo che la Lucchese vista contro il Pisa è sembrata più grintosa e determinata rispetto alle ultime due uscite precedenti (pari a reti bianche con Arezzo e Savona) è giusto e naturale pensare positivo.
Effetto Galderisi. Dal suo ritorno sulla panchina rossonera la Lucchese ha adottato la politica dei piccoli passi. Sei punti in cinque partite con una vittoria (2-0 al Rimini all’esordio), tre pari (0-0 con Arezzo e Savona e 1-1 con il Pisa) e l’unico ko con la bestia nera Pontedera (3-1) che quest’anno non ha concesso punti al club di patron Bacci. Totale: quattro gol fatti e altrettanti subiti. E un pensiero fisso: la salvezza da raggiungere anche all’ultimo minuto dell’ultima giornata. Concetti semplici, buon senso, fiducia incondizionata alla vecchia guardia (Nolè, Espeche, Mingazzini più Di Masi e Calcagni tornati titolari e, almeno sul più dell’impegno e della generosità, all’altezza della situazione) e modulo tattico variabile (dal tradizionale 4-2-3-1 al 4-3-1-2 e in certi frangenti anche al 4-4-2) a seconda dell’avversario da affrontare. Se certe scelte sono sembrate a volte poco comprensibili (ad esempio utilizzare dall’inizio l’ex Bianconi a Savona quando non giocava titolare da oltre due mesi o schierare per due volte di fila Melli sulla corsia esterna) il motivo va ricercato nella poca conoscenza dell’organico e nel poco tempo a disposizione in considerazione di una classifica che rischiava davvero di farsi pericolosa. Galderisi, contrariamente ad altri, non si è mai sottratto al dialogo e ha cercato di capire e di farsi capire. Il pari nel derby - affrontato senza Mingazzini e Fanucchi contro una formazione che ad oggi è seconda assoluta considerando gli altri due gironi di Lega Pro - è il piccolo capolavoro di Nanu che quando vede nerazzurro non sbaglia un colpo.
Programmazione. A maggio la società dovrà iniziare la programmazione. Dopo due anni senza playoff stavolta è vietato sbagliare. A partire dalla scelta del diesse che affiancherà Galderisi nelle operazioni di mercato.
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