La manifestazione
I dirigenti pisani recitano il mea culpa
Petroni e Lucchesi: «Con le espulsioni ci siamo fatti male da soli»
LUCCA. Dopo il burrascoso finale nessun giocatore scende in sala stampa. Spazio dunque alle parole della dirigenza del Pisa. Per il presidente Fabio Petroni «c’è più di un pizzico di rimpianto per come è andata a finire oggi, per 60' abbiamo tenuto il pallino in mano, dominando il match in lungo ed in largo, poi l'abbiamo buttato via tutto. Queste cose non devono accadere. Siamo stati troppo ingenui, siamo caduti nella trappola del nervosismo, che capisco che sia legittima quando sei in campo, ma bisogna farlo senza esagerare e non cadere nei tranelli degli avversari. Se c’era una squadra che non doveva finire in dieci, questa era il Pisa».
Il presidente nerazzurro però non commenta l'arbitraggio: «Non parlo mai delle direzioni arbitrali, posso solo dire che adesso dobbiamo rimboccarci le maniche e chiudere al meglio la stagione con le quattro partite che restano da qui alla fine». Per il Dg Fabrizio Lucchesi «oggi l'arbitraggio non è stato all'altezza, c'è stata confusione e sicuramente l'arbitro non è stato aiutato dai suoi assistenti. Sicuramente però siamo stati ingenui. L'arbitro può sbagliare, ma le risse dobbiamo evitare di farle. Dopo il gol di Cani abbiamo avuto l’occasione per il raddoppio più volte ma siamo stati ingenui. La verità è che dobbiamo essere più bravi nella gestione dei momenti, delle situazioni».
Conclude Lucchesi: «In dieci seppur creando più di loro siamo stati più in difficoltà, l'allontamenamento di Avogadri potrebbe metterci in difficoltà. Ai ragazzi ho detto che dobbiamo essere meno ingenui e che sono gli altri a doversi preoccupare di noi e non viceversa. Adesso dobbiamo arrivare bene agli spareggi e in una situazione di vantaggio, ma con errori come oggi ci facciamo male da soli».
Antonio Tognoli
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