Sicurezza
Dalla curva Ovest parte l’effetto vintage
Fumogeni bianchi, rossi e neri con bandierine sventolate prima dell’inizio. Agli ultras di casa il derby della coreografia
LUCCA. Alle 17 gli altoparlanti del Porta Elisa rilanciano gli AC/DC: "un ritmo di tamburi sta battendo nel mio cuore, il rimbombo dei cannoni mi sta facendo a pezzi" urla Brian Johnson. Manca ancora mezz'ora all'inizio del derby contro il Pisa e Thunderstruck a tutto volume rende difficile anche soltanto parlare. Ma poi arriva l'annuncio delle formazioni. La Curva Ovest non è piena come all’inizio degli anni Duemila, ma spicca uno striscione: «dal 1905 orgogliosi dei nostri colori». Il colpo d'occhio degli spalti comunque è eccellente se si paragona alle altre partite di questa pazza stagione, ma siamo parecchio lontani dai tempi in cui bastava un Lucchese-Pontedera di C2 per richiamare allo stadio cinquemila spettatori.
Mancano un paio di minuti all'inizio del match: i pisani incitano i lucchesi ad alzare la voce. Sfida raccolta: alzano la voce e anche fumogeni bianchi, rossi e neri con le bandierine colorate. La coreografia è uno a zero per i padroni di casa, senza discussione. Un po' vintage, ma di grande effetto. E dalla tribuna i supporter rossoneri decidono che non possono essere da meno: «chi non salta è un pisano» viene spontaneo. Al 10' del primo tempo applausi a scena aperta dalla tribuna: pallone in fallo laterale, Galderisi al volo passa a Gattuso che controlla di tacco e poi appoggia al raccatapalle. Tecnicamente, tra le giocate migliori viste in questo scorcio iniziale. Poi il tecnico nerazzurro manda a quel paese un anziano tifoso che, dalla ringhiera dietro la sua panchina, gli urla qualcosa di poco gradevole. Intervengono prima il quarto uomo e poi un addetto alla sicurezza. Alla fine gli piazzano cinque (!) steward davanti e l'uomo è costretto a spostarsi. Rimanendo, però, alla ringhiera. Devono occuparsene allora quattro poliziotti in borghese (Digos), tra gli sberleffi del pubblico della tribuna: applausi ironici e immancabile «coretto» per loro, dopo aver obbligato il tifoso a sedersi sugli spalti. La curva Est si fa sentire al 27', dopo il gol di Cani: «e chi non salta è un lucchese ooh ooh». C'è un verso nella canzone degli AC/DC lanciata all'inizio: «mi tremavano le ginocchia, potrei tornare indietro per favore?» Il sospetto è che nella retroguardia rossonera le ginocchia tremino per davvero. Non sappiamo chi abbia scelto la playlist, ma all'intervallo al posto dell'heavy metal c'è la Cuccarini che canta «la notte vola»: l'importante è che non volino i secondi 45’ che c'è da recuperare un gol alla seconda in classifica. Accade all'11' minuto e grazie a Maritato. Esplode il giocatore che lo attendeva da mesi, esplode lo stadio, esplode anche lo speaker Enrico Turelli, classe 1938, tonalità alla Pavarotti, mentre curva e tribuna saltano. È una festa come non se ne vedeva da tanto, troppo tempo, da queste parti.
Dura poco, la festa, perché la tensione in campo (con le espulsioni) coinvolge anche qualche spettatore di tribuna, con discussioni che coinvolgono pure un paio di giornalisti pisani. Tutto torna nella normalità quando la Ovest fa presente ai loro dirimpettai di considerarli al pari di deiezioni fisiologiche e la Est risponde seminando forti dubbi sulla moralità delle madri lucchesi: folklore un po’ scontato. Gran finale con la curva che applaude i giocatori: il pareggio va bene e l'atteggiamento è piaciuto: «resteremo, resteremo in serie C» canta la curva Ovest.
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