Il Tirreno

Lucca

Lucchese, cercasi bomber disperatamente

di Luca Tronchetti
Lucchese, cercasi bomber disperatamente

Da 270’ la squadra non segna più su azione. Pozzebon, Maritato e Bianconi non convincono: la speranza si chiama Sartore

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LUCCA. Il ko all’ultimo minuto della Pistoiese ad Ancona ha lasciato inalterato il distacco dalla zona playout (+3), ma in questa travagliata stagione la Lucchese dovrà sudarsi la salvezza all’ultima giornata. A Savona, contro una squadra praticamente già retrocessa, i rossoneri non hanno mai tirato in porta nonostante mister Galderisi le abbia provate tutte alternando le prime punte a disposizioni (Pozzebon, Bianconi, Maritato). E senza tiri in porta non si fa gol e non si vincono le partite. Lapalissiano, ma lo specchio della Lucchese attuale. Nanu non è un Houdini: ha bisogno di tempo e di tempo ce n’è sempre di meno. Il calendario poi non da una mano ai rossoneri. La speranza è riposta adesso nel rientro del brasiliano Sartore e nel recupero della condizione di Terrani.

Il Derby. Il Pisa che ha vinto all’Arena Anconetani contro la capolista Spal è tornato in corsa per la promozione diretta (anche se rosicchiare 5 punti in altrettante partite è impresa titanica e poi c’è la questione fideiussione che non lascia sereni i dirigenti nerazzurri) e, al di là del campanilismo, arriverà con la bava alla bocca e più convinto che mai dei suoi mezzi. Di contro la Lucchese dovrà fare a meno dei suoi giocatori leader: Mingazzini stirato e Fanucchi squalificato. Una partita segnata in partenza se non scatterà nella testa e nelle gambe dei calciatori in maglia rossonera un desiderio di riscatto per salvare una stagione da dimenticare.

Squadra scarsa. Giocatori che, purtroppo, sono sembrati impauriti anche con il derelitto Savona. Con la palla tra i piedi che scotta sia in fase di costruzione che in fase di conclusione. Ormai anche un cieco si accorge (Il Tirreno lo aveva fatto in tempi non sospetti) che questa Lucchese è stata assemblata male. E che le modifiche apportate in sede di mercato di riparazione sono servite soltanto ad aumentare la confusione. Scommettere su un paio di calciatori provenienti dalla D o retrocessi dalla Lega Pro è un conto, costruire una formazione imbottita di under 25 che l’anno scorso militavano tra i dilettanti o hanno collezionato pochi gettoni in serie C (proponendo loro un biennale) è decisamente un altro paio di maniche. Il tutto affidato a un tecnico giovane (Baldini) sostituito con uno più esperto, decisamente di buon senso e che aveva fatto 15 punti (Lopez) a sua volta cacciato senza senso per riprendere il primo allenatore (Baldini) che, inviso ai più, si dimette dopo due turni con la società che alla fine richiama l’allenatore dell’anno precedente (Galderisi) che aveva deciso di non confermare nonostante fosse amato dalla piazza. Roba da psicoanalisi.

Classifica da brividi. Con la vittoria del Santarcangelo la Lucchese scivola al dodicesimo posto mettendosi alle spalle a quota 29 Aquila e Pistoiese mentre il Rimini virtualmente è a 28 punti. Il guaio che il calendario non agevola i rossoneri che dopo il derby vanno a Teramo (imbattuto in casa) e poi si giocano la salvezza negli scontri diretti (Tuttocuoio al Porta Elisa, L’Aquila al Fattori) con l’ultimo turno in casa con una Carrarese già matematicamente salva e ammessa alla Coppa Italia Tim sempre se troverà una società disposta a rilevare il club dal fallimento attraverso una cessione di ramo d’azienda. Il guaio è che l’8 maggio i giochi saranno praticamente fatti. Quindi alla Lucchese restano 360 minuti per tirarsi fuori dalle sabbie mobili racimolando prima della sfida con gli apuani almeno 4-5 punti.

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