La manifestazione
Lucchese, si avvicina il rischio playout
A Savona non va oltre il pari una squadra senz’anima che non tira mai in porta. Mingazzini infortunato, Fanucchi espulso
SAVONA. Più che una partita una pena. Non ce ne voglia un tecnico serio e preparato come Galderisi, ma non vorremmo essere nei suoi panni vista la Lucchese di queste ultime settimane. Vero, a Savona c’era un rigore solare per i rossoneri (fallo di Rossini su Calcagni al 32’ pt). Ma contro una formazione decisamente mediocre e con un piede e mezzo in serie D non basta quella svista arbitrale per giustificare una prestazione davvero modesta. Una squadra senza carattere, senza gioco, con poche idee e confuse e con tre attaccanti (Pozzebon, Bianconi e Maritato) che non tirano mai nello specchio della porta e non riescono ad incidere nemmeno contro una delle difese più perforate del campionato. Come se la sconfortante prova fornita da Nolè e compagni non bastasse ecco che i due elementi dotati di maggior personalità e carisma (Mingazzini e Fanucchi) escono di scena alla vigilia del derby più atteso: quello contro il Pisa. Perché il metronomo rossonero deve abbandonare il campo per un infortunio (stiramento) che rischia di compromettere il proseguo della stagione mentre il goleador si fa cacciare, dopo essere già stato ammonito nella prima frazione, per un inutile fallo in mezzo al campo proprio sotto gli occhi del mediocre direttore di gara. Il punto muove la classifica, ma intanto il Santarcangelo aggancia la Lucchese a quota 32 e, in virtù degli scontri diretti a favore, la supera a 5 giornate dalle fine di una stagione che è poco definire tribolata con la classifica che torna ad accorciarsi.
Schieramento tattico. A sorpresa Galderisi rispolvera Bianconi (non giocava titolare da mesi) accanto Pozzebon e un centrocampo con Mingazzini vertice basso e Fanucchi vertice alto confermando gli interpreti della linea difensiva a quattro. Il forte vento rende più difficile il controllo della palla a giocatori che hanno già delle difficoltà con condizioni atmosferiche normali. Il Savona si gioca la partita della vita, ma in campo il furore agonistico non traspare. E a parte una conclusione da Palumbo (il migliore dei liguri) deviata involontariamente dalla schiena di Maini, che costringe Di Masi a una respinta da terra, i biancoblu non tirano mai in porta. La Lucchese si adegua all’avversario: non corre rischi, ma non si rende mai pericolosa dalle parti di Falcone, eccezion fatta per l’inserimento di Calcagni steso in area che solo Mantelli di Brescia non vede ammonendo per simulazione l’esterno rossonero. Si va avanti tra le paure dei ventidue in campo e gli sbadigli dei pochi spettatori (una quindicina da Lucca) presenti sulle tribune del Bacigalupo.
Lucchese in dieci. Nella ripresa il panorama desolante non cambia di molto. Si corre e si sbaglia di più. Lo scenario potrebbe mutare quando Fanucchi si fa cacciare dall’arbitro a un quarto d’ora dal termine. Galderisi capisce che è meglio non rischiare e inserisce un terzino (Ashong) per una punta (Pozzebon). Morale? Di Masi resta inoperoso. Vuoi per la difesa bloccata, vuoi per la pochezza delle punte liguri. Nel recupero non accade nulla. Un pari che non serve a nessuno: Savona virtualmente retrocesso, Lucchese a forte rischio playout.
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