Attenzione
Lucchese, la salvezza passa da Savona
Ecco il calendario dei rossoneri e delle dirette concorrenti: tre delle sette squadre coinvolte disputeranno i playout
LUCCA. Niente playoff e niente parte sinistra della classifica. A sei turni della fine il campionato della Lucchese può definirsi, senza ombra di smentita, fallimentare. Adesso occorre ritrovare uno sforzo unitario indispensabile per salvare la categoria unico vero obiettivo che resta dopo 28 turni di campionato. Anche la Coppa Italia Tim diventa un’utopia e, rispetto alla scorsa stagione dove c’era stato perlomeno un contenimento dei costi d’esercizio grazie alla politica oculata del ds Bruno Russo (che non aveva «patrimonializzato» e con i tanti giovani aveva portato a casa 180mila euro di contributi legati al minutaggio), quest’anno la spesa è quasi duplicata senza considerare che nella prossima stagione resteranno in carico diversi calciatori visto che almeno 12-13 elementi avevano firmato perlomeno un contratto biennale (alcuni anche un triennale). Ma c’è tempo per parlare della stagione che verrà perché la Lucchese oggi deve affrontare sei partite decisive in chiave salvezza. Uno spartiacque sarà sicuramente la gara al Bacigalupo di Savona contro l’ultima della classe (14 punti di penalizzazione) con un piede e mezzo in serie D. Servono tre punti senza se e senza ma. Soltanto una vittoria in trasferta (l’anno scorso finì 3-0 per i rossoneri in una gara senza storia) consentirebbe alla Lucchese di toccare quota 34 e presentarsi al derby del Porta Elisa contro il Pisa con un’importante iniezione di fiducia e il morale decisamente alto. Mancherà Terrani (Sartore non pare ancora pronto) e Mingazzini e Fanucchi si presentano in diffida alla battaglia in terra ligure davvero l’ultima spiaggia per la formazione di Braghin.
La corsa salvezza. Dal calendario delle sette squadre coinvolte nel rush finale gli spareggi salvezza non abbiamo volutamente inserito il Savona (11 punti) e la Lupa Roma (21). Una delle due retrocederà direttamente, l’altra finirà ai playout con lo svantaggio campo. Restano quindi Tuttocuoio (33 punti, allenatore Lucarelli), Lucchese (31 punti, allenatore Galderisi), Santarcangelo (29 punti, allenatore Zauli, senza penalizzazione il club clementino sarebbe a quota 35), Pistoiese (29 punti, allenatore Alvini), Rimini (29 punti, allenatore Acori, ma entro fine aprile avrà 2 punti di penalizzazione, quindi virtualmente è a quota 27, per il mancato pagamento di stipendi e contributi dei mesi di novembre e dicembre 2015), L’Aquila (28 punti, allenatore Perrone, senza penalizzazione il club abruzzese sarebbe a quota 35) e Prato (26 punti, allenatore Malotti che ha rilevato una settima fa De Petrillo).
Scontri diretti. Fondamentali saranno gli scontri diretti. Alla ventinovesima giornata Santarcangelo-Tuttocuoio, alla trentesima giornata Prato-L’Aquila, alla trentunesima giornata Tuttocuoio-Prato, Santarcangelo-Rimini, alla trentaduesima giornata Lucchese-Tuttocuoio, Prato-Santarcangelo, Rimini-L’Aquila, e alla trentatreesima giornata L’Aquila-Lucchese. Dal risultato di quelle sfide dipenderà il destino delle formazione coinvolte nella bagarre finale. Insomma un mese e 10 giorni per conoscere il proprio destino. Quattro delle sette compagini concluderanno l’8 maggio la stagione 2015-2016 mentre tre dovranno affrontare gli spareggi (gare d’andata e ritorno) giocandosi in 180’ la permanenza in Lega Pro. La Lucchese ha tre punti di vantaggio sul quint’ultimo posto occupato da L’Aquila (ma i rossoneri dovranno andare al Fattori alla penultima di campionato) perché il Rimini, ripetiamo per i lettori, è virtualmente a quota 27. Per Nolè e compagni sarà importante evitare l’arrivo al quint’ultimo posto il classifica ex equo con Santarcangelo, Pistoiese e Prato perché in svantaggio negli scontri diretti.
L’anno che verrà. L’ipotesi di annullamento dei playout legati alla richiesta della Lega Pro di tornare a 60 squadre è tutta in salita. E francamente, sentendo anche gli studi legali di diritto sportivo, non ci pare che la Figc sia propensa a cambiare le carte in tavola in corso d’opera (non sarebbe però la prima volta). Più probabile che il ritorno a 60 formazioni possa coinvolgere anche la serie D.
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