Toscana
Lucchese, con il Savona una sfida da dentro o fuori
I rossoneri cercano di ritrovare le motivazioni in vista del match in terra ligure Bacci: «Momento difficile». Galderisi: «Con l’Arezzo siamo mancati in attacco»
LUCCA. Vincere la paura in vista della sfida di Savona alla ripresa del campionato. Una partita che vale una stagione, che mister Galderisi ha enfatizzato definendola come «una finale di Champions League». Una gara, sulla carta, non insormontabile contro una squadra reduce dal 4-0 con la Spal, penalizzata di un altro punto e quasi retrocessa. A patto di essere affrontata come se fosse un match-point per la salvezza. Altrimenti sarà dura anche al Bacigalupo, dove hanno vinto in pochi e con l'insidia del vento che accompagna le gare dei liguri. Una vittoria che darebbe una spinta all'ambiente per la partita dell'anno contro il Pisa al Porta Elisa.
La Lucchese però deve cambiare registro. Il laconico presidente Bacci, che nella conferenza di fine gara si è limitato a fare gli auguri per le feste, passando oltre la partita, è la sintesi dello scialbo pareggio in bianco contro l'Arezzo. «È un momento difficile ed è meglio riflettere che esprimere pensieri», ha chiosato il patron rossonero.
Una prestazione opaca, una squadra sconclusionata e poco convincente anche sotto l'aspetto caratteriale. È vero che la formazione amaranto è una delle più solide (ma che sa anche giocare a calcio) della Lega Pro (record di 16 pareggi ed una sola sconfitta in trasferta, a Pisa) ed è altrettanto vero che il punticino ha consentito di fare un passo avanti, con la boa della salvezza ora a nove punti per arrivare ai fatidici 40 punti che mettono al riparo dal rischio di scivolare in zona playout (a due lunghezza). Ma con questo spirito non si va lontano. La difesa ha sofferto Tremolada e soci, sempre sulle spine, anche se va evidenziata una buona prova di Maini. In mezzo al campo mancano centimetri e fisicità (difetto di chi ha costruito la squadra), Fanucchi non era al top e Terrani è protagonista di un'involuzione, dopo un brillante girone d’andata (e 7 gol). L'assenza di Sartore (dovrebbe rientrare per il derby col Pisa) si fa sentire, perché è l'unico ad avere un cambio di passo per creare superiorità numerica. Lo sa bene Nanu che giustamente pretende di più. «Un punto che ci avvicina all'obiettivo ma che non ci soddisfa, la squadra deve togliersi di dosso certe paure, voglio più cattiveria nel cercare di raggiungere il nostro obiettivo». Un passo indietro sul piano del gioco, delle occasioni (una sola palla-gol, sia pure clamorosa, sprecata da Pozzebon che continua a non essere decisivo, contro le sette create dall'Arezzo) e della determinazione. «Mi aspettavo una crescita, anche se sapevo di giocare contro una squadra tosta: siamo mancati negli ultimi 20 metri - ha commentato il tecnico rossonero - in attacco non servono campioni, ma semplicità e concretezza».
Nicola Nucci
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