Il Tirreno

Lucca

Da quasi 48 anni la Lucchese non vince a casa del Pontedera

di Luca Tronchetti
Da quasi 48 anni la Lucchese non vince a casa del Pontedera

Società agli antipodi: da 4 stagioni solito staff per i granata mentre i rossoneri in 3 anni hanno cambiato tecnici e ds

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LUCCA. Due società agli antipodi. Da una parte la Lucchese con la sua storia, il suo blasone, i suoi tifosi, ma con una società che in tre stagioni ha cambiato cinque volte allenatore (Pagliuca, Galderisi, Baldini, Lopez e di nuovo Galderisi) e due volte (forse) il responsabile dell’area tecnica (Russo e Galli) dimostrando al momento improvvisazione. Dall’altra il Pontedera, con un appeal e una storia decisamente modesta (al massimo i granata hanno militato in C), ma con una società che da 4 stagioni spendendo la metà di quello che spende la Lucchese riesce ad ottenere una tranquilla salvezza stando sempre nella parte sinistra della classifica, valorizzando tanti giovani destinati alle categorie superiori e consentendo ai tanti soci del club granata di arrivare in fondo alla stagione senza tirar fuori un euro o quasi e dimostrando quindi grande programmazione. Potranno essere più o meno simpatici o più o meno fotogenici, ma l’inossidabile coppia Paolo Giovannini-Paolo Indiani non sbaglia un colpo e consente a una piccola realtà come Pontedera di disputare senza patemi un campionato importante e difficile come la Lega Pro. Domenica all’Ettore Mannucci torna il derby tra Pontedera e Lucchese per la quindicesima volta in un campionato ufficiale. La Lucchese non vince la sfida esterna (allora si giocò al Marconcini) dal 15 dicembre 1968 quando Albino Cella e Morè segnarono i gol che consentirono ai rossoneri di superare i granata e a fine stagione di volare in serie C dopo lo spareggio con la Sarzanese. Da allora 4 pareggi a reti bianche e due ko per i rossoneri: nel 1983-84 e l’anno scorso quando Luperini e Libertazzi condannarono una Lucchese ridotta in 10 dal rosso a Degeri. « Stavolta sarà diverso - dice l’ex Paolo Giovannini che con i colori rossoneri ha vinto due campionati in D e in Seconda Divisione - Con il ritorno di Galderisi, un bravissimo allenatore e una persona perbene capace di creare un’alchimia tra tutte le componenti, e la vittoria ottenuta contro il Rimini i rossoneri sono usciti da una situazione delicata e adesso puntano a confermare quanto di buono mostrato sabato scorso. Noi veniamo da una settimana difficile. A Siena ci mancavano giocatori importanti come Della Latta, Daniel Gemignani e Risaliti e senza i lungo degenti Polvani e Bonaventura siamo contati. Contro la Lucchese penso di recuperare i primi tre. La quota salvezza? A mio avviso con 39 punti mantieni la categoria. A noi ne mancano 6 e prima raggiungiamo questo obiettivo, prima giochiamo con la mente più sgombra che per una squadra giovane e sbarazzina come la nostra è l’ideale». Il dg del Pontedera preferisce non addentrarsi nelle polemiche societarie che sino all’avvento di Galderisi hanno rischiato di nuocere al club di patron Bacci: «Non è mai una persona sola, sia esso il presidente o il direttore generale, a fare il bene di una società. Non servono manie di protagonismo, ma serve unità d’intenti tra tutte le componenti: stampa, tifosi, giocatori e allenatore. Credo che le doti umane e tecniche di Galderisi possano mettere tutti d’accordo. Tra me e mister Indiani c’è complicità e unione sulle strategie. Squadra giovane che si rinnova di anno in anno, ma non cambia mentalità e filosofia di gioco, con cinque calciatori di proprietà (Scappini, Della Latta, D’Isanto, Polvani e Bonaventura) e tutti prestiti da club di A e B oltre a 2-3 elementi d’esperienza. Il tutto tenendo d’occhio i conti e il bilancio che è sempre stato rispettato. E se anche quest’anno facciamo la Coppa Italia Tim faremo bingo. Noi non abbiamo il budget della Lucchese e di più non possiamo permetterci».

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