Il Tirreno

Lucca

Lucchese, stagione da dimenticare

di Luca Tronchetti
Lucchese, stagione da dimenticare

Troppe scommesse, calciatori retrocessi o con poche presenze in categoria

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LUCCA. Una polveriera, un caravanserraglio, un caos assoluto che riporta la Lucchese indietro nel tempo. Quando - leggasi Fouzi Hadj - ogni anno si cambiavano direttori tecnici, allenatori, dirigenti e alla fine l’obiettivo prefisso (in quel caso la promozione in B) veniva sistematicamente fallito senza mai nemmeno arrivare ai playoff. Il calcio, cari signori, è un’altra cosa. È impegno, passione, ma anche programmazione. E soprattutto occorre dire sempre la verità - costi quel che costi - senza raccontare frottole che alla fine rischiano di diventare boomerang. Che questa squadra fosse composta da elementi decisamente modesti non era difficile intuirlo già a luglio. Troppe scommesse provenienti dalla serie D (Melli, Marchesi, Rosseti, Vita, Monacizzo), calciatori retrocessi (Benvenga, Terrani) o altri impiegati con il contagocce (Maini, Ashong, Ballardini e pure Pozzebon che in fondo con l’Aquila aveva disputato 12 partite segnando 3 reti) e come uniche certezze l’usato sicuro di Mingazzini, Fanucchi e Di Masi (che quest’anno ha deluso). Invece anche buona parte dei tifosi - abbagliati dagli slogan di chi fa della comunicazione un’arte e sa vendere bene la propria merce - è rimasta incantata dalle sirene della coppia Bacci-Galli che dal punto di vista sportivo hanno fatto disastri. Rimediare adesso non sarà semplice. Ma qualcosa deve esser fatto. Perché se questa squadra finisce ai playout piomba diritta in serie D. E allora addio per sempre vecchia Pantera. Di fronte la Lucchese aveva il Santarcangelo. Cittadina di poco più di 20mila abitanti, una decina di soci (sono entrati anche due imprenditori modenesi), bilanci in regola, fornitori pagati tutti regolarmente e come unica ambizione la salvezza. Lamberto Zauli, intelligente tecnico dei clementini, analizza la sfida: «Nel primo tempo non abbiamo sfruttato tre o quattro occasioni clamorose: c'è stato un salvataggio sulla riga incredibile di Maini. Ma per il resto, sono contento: siamo venuti con grandi idee e grande coraggio, alla fine abbiamo portato via un punto su un campo difficile, visto che la Lucchese aveva un po' di pressioni per vincere. Sono contento per lo spirito messo in campo, anche in inferiorità numerica: e pure sull'1-1 cercavamo di vincere. Mori? È arrivato con grande umiltà ed è un elemento importante. La seconda ammonizione è fuori dalla realtà, ammonito per simulazione in una mischia in area. Si gioca per migliorare la classifica, spero che in settimana ci rendano i due punti, ma io guardo comunque a far punti».

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