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Lucca

L’ALLENATORE DELLA LUCCHESE: «VOGLIO UNA SQUADRA CATTIVA»

di Nicola Nucci

LUCCA. «È stata la squadra che mi ha convinto a tornare a Lucca». Francesco Baldini senza freni nella sala stampa del Porta Elisa per la sua seconda presentazione dopo l'esonero il 27 ottobre e il...

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LUCCA. «È stata la squadra che mi ha convinto a tornare a Lucca». Francesco Baldini senza freni nella sala stampa del Porta Elisa per la sua seconda presentazione dopo l'esonero il 27 ottobre e il ritorno avvenuto prima della gara di Ancona. Una frase che fa spiazza quella in cui il tecnico massese confessa che a rompere gli indugi e tornare sulla panchina rossonera non sono state le parole di Giovanni Galli, né tantomeno quelle del presidente Andrea Bacci. Il merito, secondo il tecnico, è del faccia a faccia con Nolé e compagni nel ritiro di Coverciano. Il primo giorno a Firenze la firma sul contratto ex novo, dopo che dice Baldini «aveva rescisso» "spinto" dal patron rossonero che gli aveva dato il benservito, deluso dai risultati (5 punti nelle prime 8 giornate). Nonostante l’ex difensore della Lucchese negli anni Novanta fosse al debutto in Lega Pro come tecnico e voluto per un progetto a lungo termine: un anno zero per valorizzare una squadra giovane, con molti debuttanti pescati in serie D e largamente rinnovata rispetto alla stagione precedente.

I motivi. «Non avevo problemi a tornare a Lucca - ha spiegato il tecnico - ma prima volevo vedere la squadra, parlare con vecchi e nuovi. La Lucchese mi aveva già fatto un accredito per Rimini? Me li hanno fatti anche altri club, fa parte del nostro lavoro. Dovevo chiarire alcuni rapporti, dal caso Mingazzini a Di Masi». Baldini fa autocritica, ma non risparmia frecciate alla società e al predecessore Lopez. Dalle sue esternazioni sembra lasciare intendere che il suo esonero sia stato affrettato. «Questo è l'anno zero, forse dovevamo essere più espliciti da subito. Abbiamo fatto tutti errori, non hanno sbagliato solo i tifosi che ci seguono sempre. E' vero, abbiamo perso diverse gare, ma avevamo 18 calciatori nuovi e molti dei migliori che sono entrati in forma soltanto quando è arrivato Lopez». La società ha creato aspettative superiori al valore della rosa. «Abbiamo perso la prima gara contro la Spal, una squadra che vincerà il campionato, ed il presidente è entrato negli spogliatoi per annullare il giorno di riposo. Qualche errore è stato fatto da tutti».

«Lopez - prosegue Baldini - ha perso a Rimini dopo il mio esonero ed è stato detto che era una mia sconfitta. Serve più equilibrio, da parte di tutti. Mori, Pozzebon e Sartore non erano in forma nella mia gestione iniziale, ed è stato detto che con Lopez era cambiata la preparazione. Non è vero (allora a Natale i “richiami” di Lopez MAIce li siamo inventati noi cronisti?, ndr). Mentre devo dire che il vecchio mister è riuscito a far entrare in forma Palomeque. A Macerata facemmo una gara di livello superiore, ma qualcuno chiamò Galli e il presidente, che non erano presenti, per dire loro che ci avevamo surclassato (chi lo avrebbe fatto?, ndr). Il 4-3-3 un modulo troppo "spinto" e senza avere gli uomini adatti a questo sistema di gioco? Quando vinci in un modo (i playoff di D a Sestri Levante mentre il campionato lo aveva vinto il Cuneo, ndr) non pensi di cambiare. Ma il primo acquisto però è stato Fanucchi, non proprio un esterno. Insomma serve tempo per arrivare ai risultati».

La salvezza. Alle porte c'è una partita crocevia contro il Santarcangelo. «Ora non abbiamo più alibi. Voglio una squadra affamata e "cattiva", quella cattiveria agonistica che manca. Come ero io quando giocavo». Anche Baldini è allergico a pronunciare la parola "salvezza", ma non si nasconde dietro ad un dito. «Non bisogna prendere in giro nessuno: io non ho mai parlato di playoff. Soltanto dopo la partita contro il Siena quando dissi che se loro erano da playoff lo eravamo anche noi. Vincendo qualche gara possiamo tornare nella parte sinistra della classifica». Sperem.

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