Proteste
Miele, un palmares di duecento trionfi
Tra i ds più vincenti del ciclismo dilettantistico e femminile: «Allenare le donne è difficile, ma la soddisfazione è maggiore»
LUCCA. Vanta il maggior numero di vittorie tra i direttori sportivi del ciclismo nazionale. Gianfranco Miele, 72 anni, marliese e oggi residente a Limano di Bagni di Lucca, fin da giovane aveva la passione per il ciclismo. La sua prima bicicletta da corsa gli fu costruita dal meccanico Zaccagnini di Pontedera. La sua prima squadra a livello amatoriale nel 1961 con il Gs Bini di Borgo a Mozzano.Ma sin da giovane il suo ruolo ideale non poteva che essere quello di direttore sportivo ed allenatore dei ciclisti. Pochi in Italia hanno vinto come lui nelle categorie dilettantistiche ed in quelle femminili con circa 200 corse. Il suo segreto? Le tabelle personalizzate per i suoi atleti. Una preparazione mirata alle gare più importanti della stagione. Come professione Miele ha fatto il dipendente delle Poste fino al 1990. Poi si è dedicato completamente al ciclismo allenando diverse squadre e vincendo in ogni stagione.
L’esordio da ds. Si è diplomato nel tempo nei corsi a Roma all'Acquacetosa come tecnico di terzo livello, il massimo per esercitare il ruolo. Nel 1963 il suo esordio come Ds della Folgor Marlia nella categoria Allievi portando al successo corridori come Cattalini, Seghieri e Gentosi. In tre anni vinse con i suoi atleti 15 corse. Nel 1966 passò al G.S Bini-Samaco di Borgo a Mozzano, la stessa squadra per cui correva da cicloamatore, allenando dalla categoria Esordienti fino a quella Juniores e vincendo una ventina di corse.«La vittoria più importante l'ho impressa nella mente. - dice Miele- Vincemmo il Trofeo Bini con Mirco Andolfo, oggi cicloamatore, in una giornata falcidiata dal vento e dalla pioggia. Mi è rimasta impressa perchè fra gli sconfitti c'era un certo Franco Ballerini, l'ex ds della nazionale italiana professionisti scomparso precocemente.Lui all’epoca vinceva sempre, ma quel giorno a vincere fu il mio corridore che staccò Ballerini all'ultima curva prima di imboccare il rettilineo. Altre vittorie che mi ricordo nel Gs Bini quelle dell'ex professionista Francesco Secchiari che con me colse in cinque corse 4 vittorie ed un secondo posto.Ovunque si andava eravamo la squadra da battere. Tra gli altri vincenti ricordo con piacere Giulio Bottari, anche con lui mi sono tolto tante soddisfazioni».La carriera di Miele prosegue nel S.Cassiano a Vico,poi integrato dalla Caselli di Marlia.«Vinsi 15 corse - ricorda Miele - e Bottari in una corsa con arrivo a Matraia staccò il più vincente del momento Marino Beggi giungendo da solo sul traguardo». Ma Miele continua a mietere successi con il Bottegone di Pistoia nella categoria juniores. Porta al successo atleti di primo anno come Stefano Giraldi, cinque volte e spesso lo stesso Francesco Secchiari che qualche anno dopo passa professionista.
L’incontro con Fanini. Nel 1992 il tecnico lucchese incontra Ivano Fanini, presidente da anni di una squadra professionistica e amico da tempo. «Mi fratello Brunello - gli dice - vuole fare una squadra di ciclismo femminile sei disposto ad aiutarlo?» Detto, fatto. Perchè il desiderio di Miele era rimanere in Lucchesia. Accettò di dirigere la squadra Fanini Arte con una clausola: non avere contrasti sulle sue decisioni tecniche.«Io ritengo-dice Miele-di essere il tecnico più preparato a livello nazionale. Non ho mai voluto che i presidenti influissero nelle mie decisioni tecniche». Con Brunello Fanini i rapporti furono per lui vincenti, ma anche burrascosi. I rapporti di lavoro fra loro si interruppero e si ripresero 3 volte. Ogni ritorno però portò vittorie al team Fanini. La sua direzione portò Michela Fanini a vincere il titolo italiano nella gara in linea seniores a Montebelluna nel 1992. Il trionfo fu completato con il secondo posto di Nadia Molteni ed il quarto di Michela Gorini. Poi al secondo distacco fra Miele e Brunello Fanini, la società lunatese convinse Miele a rientrare per la terza volta.«Vennero a trovarmi alcuni collaboratori di Brunello convincendomi a rientrare per la terza volta in quanto la loro squadra voleva ingaggiare l'atleta bielorussa Zinaida Staturskaja e lei rispose che avrebbe accettato se guidata da un grande tecnico.Accettai ad una condizione.Carta bianca su tutte le scelte tecniche. E così fu.Vinsi con lei cinque tappe su sette e la classifica finale del Giro della Tioscana, superando squadroni come la Gas diretta da Marino Amadori, attuale vice di Cassani alla direzione della nazionale italiana professionisti e l'H2 Lorena diretta dall'ex professionista Mario Beccia. Poi in Bretagna a Plouay nel 2000 vinse il titolo mondiale. Le squadre di Brunello Fanini non hanno più vinto titoli così importanti».
Cinque titoli italiani. Nella carriera tecnica di Miele ci sono 5 titoli italiani conquistati con Serena Grazzini(Juniores),Michela Fanini(seniores),Imelda Chiappa(Seniores),titoli vinti a cronometro individuale e in linea,Morena Zoncada(Juniores). Fra i suoi successi, molti sono targati Cerrini di Bagni di Lucca. Portò al successo ovunque Imelda Chiappa,una delle più grandi atlete del ciclismo femminile di tutti i tempi e Grete Treier alla quale consentì con la sua direzione una impresa nel 2010 quando era in squadra Michela Fanini Record Rox, contribuendo a farle vincere il Tour de Limousin in Francia dove vinse 3 tappe su 5, piazzando anche al terzo posto finale un'altra sua atleta:la francese Edwige Pittel, ormai considerata sul viale del tramonto eppure a quel giro fu molto competitiva. Per la sua competenza ciclistica Miele è stato più volte chiamato dai Ct azzurri Broccardo e De Donà a dare loro una mano nella preparazione delle atlete azzurre in vista dei campionati del mondo.«E' molto più difficile allenare le donne degli uomini- conclude l'esperto ds marliese- perchè nel campo femminile si deve allenarle soprattutto mentalmente, essere come degli psicologi. La nuova scommessa di Miele?Ora devo pensare a vincere con la Conceria Zabri Pro Cycling presieduta da Manuel Fanini,della quale sono direttore tecnico. E presto porterò al successo giovani cicliste come Carmela Cipriani, Daniela Maglietto Allietta e Marzia Salton Basei».
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