Lutto
Un amore lungo una vita nato con la prima bicicletta
Dagli esordi giovanili a Lunata alla creazione della fucina del Gragnano Sporting quella tra Carlo Palandri e il ciclismo è la storia di una passione senza fine
LUCCA. Carlo Palandri e il suo amore per il ciclismo, scoperto da ragazzino e mai abbandonato.Naque in via Pesciatina a Gragnano, il 21 luglio 1955. E al paese di Gragnano sono legati i suoi ricordi più belli e il suo presente, dal momento che oggi è presidente del Gragnano Sporting Club.
Da ragazzo Palandri ebbe la prima bicicletta a 12 anni. A comprargliela fu suo padre Enzo: «Era una Torpado grigia metallizzata, il sogno di noi ragazzi. Una marca già allora prestigiosa che ha saputo rinnovarsi nel tempo. A trasformarmela da corsa ci pensò il meccanico di paese, Renato Lazzareschi, colui che mi mise in testa di correre, e di iscrivermi ad una squadra nonostante mia madre Dina e mia nonna Fanny non volessero. Ma la mia caparbietà ebbe la meglio”.
Nelle scampagnate in bicicletta con gli amici Carlo sognava, come tutti i ragazzi della sua età, di diventare un campione, e tifava per Felice Gimondi. Nel 1970 la sua prima squadra fu il Gs Boris Il Tiglio di Lunata e il suo primo Ds Lamberto Marsalla. Ma a convincerlo di tesserarsi fu il lunatese Corrado Bucci. Perché non accettare? La sede era a pochi chilometri da casa e poi poteva misurare le proprie capacità in corsa con i coetanei nella categoria esordienti. Fu però un esordio incerottato: «Ricordo bene, andai abbastanza forte quel giorno ma a pochi chilometri dal traguardo caddi assieme a Marco Tomei. Destino ha voluto che rimanessimo amici e lo siamo tuttora. Corrado Bucci passò l'anno successivo nel quadro dirigenziale del Vc Coppi Lunata presieduto da Pieroni e mi portò con se. Nel frattempo feci l'esordio negli allievi. Eravamo una grande squadra, vincemmo diverse corse con buoni corridori come Volpe, Dal Porto,Bianchi, Angelini. Il 23 maggio 1971 la mia prima vittoria nella Coppa Ristorante Gina a Monsagrati. Fu un’impresa. Ci giocammo la gara in quattro dopo aver fatto selezione: io assieme a tre atleti dell'Uc Lucchese. Si collaborò a tirare per mantenere il vantaggio sul gruppo, ma nei chilometri conclusivi con scatti a ripetizione i miei tre avversari cercarono di staccarmi e giocarsi la vittoria fra di loro. Non ci riuscirono ed ebbi la meglio.Nella stessa stagione fui investito da un auto a Marignana, mentre ero da solo in fuga. Mi ritrovai in ospedale e per me la stagione finì quel giorno maledetto».
Nel 72 Palandri colse diversi piazzamenti ma per ritrovarlo vittorioso bisognò attendere il 75, da dilettante, con la maglia della Polisportiva Lunatese del presidente Mazzoni guidato in gara dal Ds Enrico Luciani: «Vinsi un Circuito a Bientina in volata, e vincere da dilettante non è mai stato facile. Ero un passista veloce ma mi inserivo spesso nelle fughe e in volata potevo dire la mia. Poi il mio Ds intravide in me le qualità del pistard e dopo aver vinto diverse gare di Inseguimento, l'ultima a Fornacette, mi conquistai un posto da titolare nella formazione regionale e fui convocato dal Dario Broccardo nel ritiro di Bassano del Grappa col fiorentino Morandi e il pisano Ivano Maffei, per disputare i campionati italiani sia nell'inseguimento che nell'individuale a punti. Fra gli avversari c'erano corridori come Giuseppe Saronni e Giovanni Mantovani».
Nel frattempo avanza anche nello studio diplomandosi come perito elettrotecnico al Giorgi di Lucca, fu chiamato a Roma nel servizio di leva e anzichè entrare nella compagnia atleti preferì adempiere agli obblighi di leva congedandosi alla fine del 77. A quel punto il suo primo Ds Lamberto Marsalla gli trovò lavoro alla C4 di Porcari, l’attuale Cl Conglomerati Lucchesi, azienda della quale oggi Carlo Palandri è direttore generale. Così terminò la sua carriera ciclistica, proseguita poi nelle pause di lavoro a livello amatoriale, ma non la passione ciclistica, unico suo vero hobby che tutt'ora, all'età di 61 anni, lo vede impegnato come uno dei presidenti più competenti nel ciclismo dilettantistico a livello regionale. Ebbe una svolta nella vita. Si sposò ed ebbe due figli: Isabella che oggi ha 33 anni e fa la psicologa, e Marino, che oggi ha 30 anni e fa il commerciante. Dalla fine degli anni 80 Carlo palandri, appoggiandosi a diverse società ciclistiche, organizza gare di Mtb e su strada, sempre nel capannorese. Nel ’93, assieme ad amici fra i quali Bartolo Di Paola, Stefano Bendinelli, Dante Fenili e Marco Tomei fonda l'Asd Gragnano Sporting Club divenendone il presidente e allestendo la sua prima squadra di allievi. La trasforma a livello agonistico in categoria juniores dal 95 al 2003 e dal 2004 in Dilettanti Elite Under 23. Un’attività ininterrotta dall'anno della fondazione ad oggi che gli consente di essere attualmente una delle più longeve a livello regionale e nazionale. Il Gragnano Sporting club ha vinto decine di corse e diverse a carattere nazionale e Internazionale. Ma la più importante ed indimenticabile la ottenne nel 2009 ad Imola vincendo con Gianmario Pedrazzini il titolo italiano in linea. «Quel giorno – racconta – ero sul palco assieme a tutto lo staff e fu il compianto Alfredo Martini a mettere la maglia tricolore al nostro corridore. Altro successo per noi storico fu quello ai Campionati regionali di Pierpaolo Tondo nel 2007, poi passato Professionista. Un passaggio che hanno fatto correndo con noi anche il polacco Rafal Majka, Luigi Miletta e quest'anno Devid Tintori. Il nostro scopo societario è questo:far maturare i giovani,contribuire alla formazione dell'atleta fisica e psicologica. Per questo da diversi anni ho confermato come Ds Marcello Massini,uno dei tecnici più esperti e preparati nell'intero movimento ciclistico». Una passione per il ciclismo trasmessa anche al figlio Marino.
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