Il Tirreno

Lucca

Lucchese, il caos sportivo nasconde l’exit strategy?

di Luca Tronchetti
Lucchese, il caos sportivo nasconde l’exit strategy?

L’addio a Lopez, il ritorno di Baldini, l’allenamento a porte chiuse e i 3 giorni in ritiro non sono stati condivisi dai soci lucchesi sempre più lontani dal metodo Bacci-Galli

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LUCCA. A leggerla dall’esterno e in modo del tutto asettico il comportamento della società in questo delicato momento assomiglia terribilmente ad una «exit strategy». Perché quando le cose non vanno si cerca di fare gruppo, di prendersi le responsabilità, di parlare con la stampa e con la tifoseria. Non ci si nasconde, non si fugge dalle responsabilità. Mai sinora nella secolare storia rossonera si era verificato che un allenatore richiamato legittimamente - anche se in modo impopolare dal club - si presentasse allo stadio sdraiato dietro la macchina targata San Marino del suo amico-parente Luciano Mularoni e di corsa filasse dentro il Porta Elisa per evitare di incrociare tifosi o cronisti neanche fosse una star del cinema hollywoodiano. Intendiamoci, non ne facciamo una colpa a Baldini, vaso di coccio tra vasi di ferro, ma ad una gestione del club davvero singolare visto che, al di là del merito e del metodo, i cambi di allenatore sono all’ordine del giorno in ogni categoria e vengono annunciati senza troppi problemi. E stride anche il metodo usato per tenere lontani i media: porte chiuse e tre giorni di ritiro a Coverciano. Neanche la squadra dovesse affrontare il Real Madrid per la Champion’s quando l’avversario in fondo si chiama Ancona.

Il futuro è un’ipotesi. Decisioni singolari prese dal tandem fiorentino Bacci-Galli con i soci lucchesi costretti a subire il ribaltone e la gestione che ne è seguita. Segno che non c’è chiarezza sulle strategie presenti e probabilmente future. Certo, Bacci e la Coam hanno la maggioranza quasi assoluta (87%, della serie pago e pretendo), ma tre anni dopo il loro avvento del progetto non c’è traccia. Il settore giovanile? Parlate con tanti genitori lucchesi (ma anche con società provinciali) per farvi un’idea della situazione che i risultati sportivi spiegano meglio di tante parole. L’acquisizione di strutture da trasformare in campi di calcio in sintentico? Il sindaco di Capannori, Luca Menesini, è sempre lì che aspetta un cenno dall’As Lucchese Libertas per aprire una trattativa. E lo sponsor? L’anno scorso c’era la Enexd (50mila euro versati dei 100 promessi). Quest’anno sulle maglie nulla. E i ricavi pubblicitari? In picchiata rispetto alla scorsa stagione. E l’incontro con le scuole? Lettera morta. Bacci intanto tranquillizza i 20-30 tifosi che l’altro ieri volevano aver notizie fuori dallo stadio con uno slogan capace di ipnotizzare tanti supporters: serie B. «Se non ci arriveremo in questa stagione (impresa impossibile perchè questa squadra è scarsa e non vincerà 11 partite di fila, ndr) lo faremo nella prossima» ha detto il presidente. Logicamente con Galli e Baldini che «adesso ha imparato la lezione e non farà più certi errori». Perchè l’ex campione ha avuto un lungo colloquio con il giovane tecnico e gli ha spiegato bene schemi, metodi e gestione del gruppo.

Che fare? Diceva Edmond Dantes dalla prigione del castello d’If nel conte di Montecristo: «Attendere e sperare». E i tifosi stando così le cose non posso far altro. Tenendo sempre a mente però un altro aforisma caro a chi fa della propaganda un esercizio quotidiano: «Più è grande la bugia, più la gente la crederà».

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