Il Tirreno

Lucca

Vince la linea del dg Galli, in panchina torna Baldini

di Feliciano Bechelli e Luca Tronchetti
Vince la linea del dg Galli, in panchina torna Baldini

Salgono le quotazioni dell’allenatore voluto a inizio stagione dall’ex portiere. Sconfitto Bacci che aveva scelto Lopez: «L’obiettivo? Stare in coda ai playoff»

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LUCCA. L’esonero di Giovanni Lopez arriva in sala stampa come un fulmine a ciel sereno. Ma nelle segrete stanze la fine dell’hombre vertical era già segnata. Il Cda rossonero - riunitosi 24 ore prima del derby con la Pistoiese - aveva praticamente sancito la fine del rapporto. Una cosa adesso è solare: nella Lucchese chi comanda davvero è il direttore generale Giovanni Galli. Che si è preso la sua rivincita sul presidente Andrea Bacci che aveva voluto il cambio di allenatore silurando Baldini dopo 8 partite condite da 5 sconfitte, una vittoria e due pareggi. Nessuno però ha ammesso che dopo 23 partite questa squadra ha mostrato tutta la sua pochezza come dimostrano i 26 punti ottenuti. Molti di meno di quelli della Lucchese della passata stagione costata più o meno la metà.

Silenzio, parla Bacci. «L'inizio 2016 non è stato dei migliori: Giovanni Galli mi ha comunicato che sta sospendendo l'allenatore. Da questo momento siamo in cerca della nuova guida della prima squadra». Parole che riecheggiano in sala stampa lasciando di sale tutti i cronisti. D’accordo, la prestazione nel derby è stata davvero mediocre. Ma che si arrivasse all’esonero di Lopez, che lo stesso Bacci aveva scelto in autonomia, nessuno lo avrebbe immaginato. Il presidente spiega: «Innanzitutto qui dentro vige una legge: non ci sono responsabilità che attribuisce solo Giovanni Galli, c'è un confronto che trova tutti completamente d'accordo. C'è bisogno di una scossa, ci vuole un cambiamento che dia una guida diversa al gioco della Lucchese. Né Galli, né nessun altro imputa colpe particolari a Lopez, ma la guida tecnica è quella che paga per prima. La squadra è fatta per risultati diversi. Le squadre in campo sono la fotografia del lavoro della settimana e del lavoro dell'allenatore. Noi abbiamo preso giocatori che, considerati singolarmente per qualità ed esperienza, avrebbero dovuto incidere di più, non abbiamo ancora visto risultati e quindi ci sarà bisogno di cambiamenti, il primo dei quali è quello legato all'allenatore. Nei prossimi giorni Galli sarà più chiaro».

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La Lucchese nelle mani di Galli. Paga Giovanni Lopez, dunque. E Galli che ha costruito questa squadra a luglio promettendo i playoff e l’ha «migliorata a gennaio»? «Io sono estremamente chiaro con tutti - prosegue Bacci -. Non ho da mettere in discussione nella maniera più assoluta lo staff tecnico, ossia Giovanni Galli. Perché quello che abbiamo progettato e ci siamo detti è stato comunque rispettato. Non ha cambiato né atteggiamento, né carattere, né modo di fare. In lui trovo gli stessi difetti e le stesse virtù per cui lo abbiamo scelto. È vero che non abbiamo la perfezione, però sappiate che Galli in questo momento alla Lucchese ha restituito e dato tutto quello che aveva promesso e quindi non abbiamo nessun diritto di metterlo in discussione. Gode di tutta la fiducia che abbiamo, visto che il calcio per noi è anche onestà, serietà e tutte le regole che noi abbiamo fissato fin dall'inizio. Poi, chi non fa non falla: sicuramente errori ne abbiamo commessi». Le parole sono pietre. Quindi Galli non si tocca a prescindere. Sia che faccia bene, sia che commetta errori. Adesso è tutto estremamente chiaro. La componente fiorentina vince su tutta la linea e i lucchesi dovranno trarne le conclusioni. Prima che sia troppo tardi

Spogliatoio diviso. Un errore gravissimo Lopez lo ha commesso. Non insistere per avere un secondo di sua fiducia. Finchè la squadra vinceva e convinceva tutto bene. Ma alle prime difficoltà sono iniziati i malumori e i dissapori. E al tecnico lo spogliatoio è sfuggito di mano: «Quando si cambia un allenatore - continua Bacci che giovedì aveva fatto un pistolotto alla squadra chiedendo maggior impegno - è perché ci siamo prefissi obiettivi e quelli non sono stati conseguiti. Sono stati immaginati umori diversi all'interno dello spogliatoio e questi sono venuti a mancare ancora di più rispetto al periodo precedente: grinta, passione, cattiveria. Le partite si costruiscono al 70% nello spogliatoio visto che il calcio è gioco di squadra, credo che in questo momento la tensione lì dentro non sia al massimo, non è una squadra appassionata, che si emoziona sul pallone e corre».

Allenamenti blandi. Al termine della conferenza stampa, il presidente approfondisce il concetto: non gli è piaciuto che gli allenamenti di Lopez fossero brevi e magari interrotti dopo tre quarti d'ora a causa del terreno impraticabile, Bacci vorrebbe giocatori che alle 21 vanno a dormire e non in discoteca e, altra contestazione, gli allenamenti troppo blandi dal martedì al giovedì non avrebbero coerenza con la doppia seduta del venerdì.

L'obiettivo. «L'obiettivo è ora stare in coda ai playoff, noi lottiamo fino in fondo: io ho sempre invitato tutti alla calma e a tenere i piedi per terra anche dopo un periodo di buoni risultati, ma si vedeva che in campo mancava una stabilizzazione. Questa squadra non è la Juve, ma sulla carta è diversa da quella che vediamo in campo tutti i giorni. Non lo so se torneremo su Baldini o se punteremo su un terzo tecnico. Domenica a Prato in maniera definitiva abbiamo capito che qualcosa si era rotto».

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