Attenzione
Lucchese, un punto a Prato per ripartire
Nei primi 25’ i rossoneri sfiorano il gol, ma nella ripresa i lanieri mettono alla frusta gli ospiti e si vedono negare un penalty
PRATO. Un punto che serve a muovere la classifica, ma che non risolve i problemi di Lucchese e Prato che danno vita a un derby povero di contenuti. Al di là dell’impegno profuso e di alcune buone individualità da una parte e dall’altra le due compagini dovranno faticare e non poco per uscire dall’attuale situazione di classifica. Ma mentre per i lanieri la salvezza è l’unico obiettivo del club biancazzurro dal 1983 guidato dalla famiglia Toccafondi che schiera sei under 21 (Bardini classe 1996, Eguelfi, Knudsen, Capello e Ogunseye classe 1995 e Regolanti 1994)per i rossoneri i propositi della vigilia erano ben altri e la dirigenza in sede di presentazione della squadra aveva parlato apertamente di obiettivo playoff. Oggi invece la Lucchese si trova impelagata nei bassifondi e sabato prossimo contro la Pistoiese deve tornare a vincere se vuol abbandonare una posizione di classifica decisamente scomoda e rischiosa.
Inizio scoppiettante. Lopez opta per la difesa a tre e decide di cambiare portiere dopo le ultime due partite farcite da topiche e gravi errori del veterano Di Masi. Disco verde per Mengoni che si dimostra almeno un portafortuna. Con lui in campo la Lucchese è ancora imbattuta. Per il resto centrocampo manovriero con Botta vice Mingazzini e Monacizzo a fare il braccetto e Benvenga e Ashong, a corrente alternata, sugli esterni. La presenza di Fanucchi, ex di turno, infonde una certa sicurezza alla squadra che parte subito forte. Nei primi 25’ in campo c’è una sola squadra: la Lucchese. Solo che sottoporta cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia: Maritato incide quanto Pozzebon entrato nell’ultima mezz’ora senza toccar palla. Così i tentativi di Ashong da fuori e di Fanucchi dal limite non vanno a buon fine e con il passare dei minuti i biancazzurri prendono campo e costringono gli ospiti a rinculare. Cresce a sinistra Eguelfi autore di un paio di conclusioni alla distanza che mettono in apprensione l’attento Mengoni.
Venti minuti di noia. Nella ripresa ti aspetti una partita giocata a viso aperto, ma vuoi per il terreno di gioco, vuoi per le capacità dei 22 in campo, sembra di assistere a una partitella di allenamento. Qualcuno finisce per addormentarsi in tribuna perché i primi 20’ sono giocati a ritmi bassi e senza mai superare le rispettive trequarti campo.
Il vichingo Knudsen. A illuminare la serata di pioggia e di noia è un giovane norvegese scuola Inter: Knudsen. È lui a suonare la carica al Prato quando De Petrillo lo sposta a sinistra sistemando a destra Gaiola. Altobello e Benvenga vengono sistematicamente presi d’infilata dalle lunghe leve dello scandinavo che crea pericoli sia calciando da fuori (20’ e 31’ con Mengoni che respinge in tuffo), sia creando la superiorità numerica. Nel momento di maggior spinta dei lanieri - che protestano per la mancata concessione di un penalty (fallo di mano di Ashong su tiro ravvicinato di Capello) - Lopez intuisce il pericolo e si copre tornando alla difesa a 4 e sistemando in mezzo al campo Mingazzini lasciato in panchina perché non ancora al top dopo l’infortunio.Da quel momento non accade più nulla.
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