Toscana
Fanucchi, il piccolo Cruyff che ha anticipato i tempi
Centravanti di movimento ante litteram in un calcio ancorato a vecchi schemi. Il padre: «La Lucchese lo ha rivalutato tardi, ma sono orgoglioso della sua scelta»
LUCCA. La foto di un giovanissimo Jacopo Fanucchi con la maglia della Fiorentina accostata a quella di Johan Cruyff. Le movenze, fatte le debite proporzioni, sono identiche. Il fantasista lucchese era una promessa del calcio e la sua carriera, di tutto rispetto in Lega Pro, avrebbe potuto raggiungere picchi più alti. Il poster fa bella presenza a casa del padre Amedeo a Tassignano dove ha realizzato una sorta di piccolo museo che ripercorre la storia calcistica del figlio, che a 34 anni è arrivato ad indossare la maglia della Lucchese, la squadra della sua città.
In pochi mesi dalla contestazione di una parte della curva a leader della squadra (7 gol in 20 gare). La sua assenza si è fatta sentire a Siena dove i rossoneri hanno probabilmente perso l'ultimo treno per i playoff. «Conservo ogni cosa di Jacopo: ritagli di giornale, foto ed oltre 150 dvd con tutti i suoi gol – racconta con entusiasmo il padre, una vita nelle Ferrovie come capotreno, mentre la mamma gestisce una lavanderia in paese - rimpianti forse no, però penso che avrebbe potuto arrivare più in alto. Il motivo? Un po’ la crescita. A 13-14 anni fisicamente non era pronto in un calcio che si stava trasformando puntando più sul fisico che sulla tecnica e il talento. Lui era alto, ma aveva un fisico gracile. Era un centravanti di movimento ante litteram, ma nel momento sbagliato. Oggi giocherebbe almeno in serie B. Forse anche la Lucchese negli anni Novanta non ci ha creduto fino in fondo, qualche contatto c'era stato, ma non si è mai concretizzato. Un'altra occasione è stata all'Empoli in B nel 2008 (6 presenze ndr). Anche Jacopo magari non ha saputo fare quel salto. Ma in C1 ha disputato ottime stagioni. Ora sono contento che indossi la maglia della Lucchese. Certo sarebbe bello riuscisse a riportarla in serie B. Ma quest'anno purtroppo le ultime speranze di salire sul treno dei playoff le abbiamo lasciate a Siena. Adesso è dura. Ci vorrebbe un filotto di 5-6 vittorie».
L'Atletico e i viola. Il calcio è la grande passione di casa Fanucchi. «Mi alzavo prestissimo per andare a Pisa e nel pomeriggio portavo Jacopo agli allenamenti a Firenze. Ero stanco morto, ma ero disposto a fare qualsiasi sacrificio. Come quando Jacopo fu chiamato dal Milan per un torneo a Sanremo, ma il nullaosta era rimasto a Lucca. Tornai indietro a prendere il foglio per farlo giocare e segnò due gol. Ho visto tutte le sue partite, anche in Piemonte ad Alessandria e Cuneo».
Da Prato a Lucca. Agli inizi è cresciuto nell'Atletico Lucca, c'era anche Massimiliano Mei. Poi la Fiorentina e da lì al Prato, in C2, dove nel 2001 ha iniziato a fare il calciatore professionista che, dopo alcune parentesi in D, ha fatto dal 2008 con una stagione da grande protagonista al Figline di Semplici e poi Torricelli. Un altro allenatore che gli ha dato tanto è stato Andreazzoli che è tornato alla Roma con Spalletti. Poi in estate finalmente è approdato alla Lucchese. Una grande soddisfazione».
Il rilancio. Al Prato è tornato nella stagione passata, realizzando 9 gol. Domani al Lungobisenzio sarà un tuffo tra passato e presente. I rossoneri non vincono da tre partite. Dopo i tre punti ad Aprilia con la Lupa Roma sono arrivati due scivoloni contro Maceratese e Siena. «La Lucchese tornerà alla vittoria – dice il padre Amedeo – quella di Siena è stata una serata storta, soprattutto per Di Masi. In fondo nessuna squadra ha messo sottola Lucchese sul piano del gioco. Neppure la Spal. Anche se ci manca un centrocampista più “strutturato”: in mezzo al campo siamo leggeri. Un errore nella costruzione della squadra. Lopez ha dato equilibrio. Poi la squadra è stata meno brillante in queste ultime due gare, ma non meritava di restare a mani vuote. Sarebbero bastati anche due pareggi. Il Prato? Ha cambiato qualcosa rispetto all'anno passato, a partire dal tecnico con De Petrillo. Capello è uno degli attaccanti più forti della C1. Lì sanno scegliere i giovani. Regolanti e Kdunsen sono interessanti, ma hanno anche veterani come Cavagna, Serrotti e il difensore Catacchini preso a gennaio».
Il record. Promuove la stagione del trequartista rossonero. «Jacopo è stato spesso decisivo ed ha segnato 7 gol, ma può battere il suo record (9 ndr). Da quando lo hanno rimesso a giocare nel suo ruolo, dietro alle punte, è tornato a fare gol e distribuire assist. A quasi 35 anni ha imparato a gestire le energie fisiche. Il suo gol più bello? Cuneo-Spal, un capolavoro balistico».
Una stagione iniziata con i mugugni della parte più calda della curva. «Quei cori - conclude Amedeo Fanucchi, il primo tifoso del bomber rossonero - ci hanno fatto male, anche Jacopo ci ha sofferto. Anche perché quell'esultanza all'Arena Garibaldi era legata ad un suo momento difficile e non baciò la maglia. Ha dimostrato di dare tutto per la Lucchese e ha reagito con grande carattere dignità sul campo. Il prossimo derby col Pisa? Sarebbe stupendo vincerlo con un suo gol. Un modo per mettere a tacere una certa tifoseria».
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