Sicurezza
Lucchese tradita dalle mani di Di Masi
Il portiere para il rigore iniziale, ma commette due papere sui gol del Siena. Pesa come un macigno l’assenza di Fanucchi
Va al Siena un derby povero di contenuti e avaro di emozioni ravvivato dalla topica colossale di Di Masi che ci mette del suo anche nel gol della vittoria bianconera dopo che una prodezza di Ashong - il migliore in maglia rossonera - aveva riacceso la speranza di tornare a casa con un punto pesante. E invece arriva l’undicesimo ko di una stagione nata sotto una cattiva stella nonostante l’ottimismo della vigilia quando la dirigenza e in particolar modo chi ha costruito la squadra (Galli) pronunciava la parola playoff. In un terreno di gioco tradizionalmente ostico (la Lucchese non vince da queste parti da 69 anni) nonostante la pochezza di un avversario imbottito di giovani (Montipò, Celiento, Paramatti, Yamga e Torelli) pesa come un macigno l’assenza dei due senatori (Fanucchi, 34 anni e Mingazzini 36) gli unici in grado di dare un volto e una personalità a una squadra senz’anima. Alla Lucchese manca la giusta intensità, la necessaria fisicità e l’approccio alla gara è sin troppo light. Stavolta anche il tecnico Lopez ci ha messo del suo. Non si capisce infatti perché ha preferito Marchesi, che dopo i disastri contro il Teramo è apparso impalpabile e spaesato contro il Siena, a Nolè che sarà pure in calo ma in quanto ad esperienza non è secondo a nessuno. Anche l’impiego di Sartore lascia perplessi. Se ha problemi fisici allora non deve giocare altrimenti perché non metterlo dall’inizio per dare peso a un attacco anemico. Che Maritato e Botta siano giocatori di un’altra categoria nessuno lo mette in dubbio. Ma al momento faticano più che fare la differenza. Da domani ci dev’essere un unico pensiero: la salvezza.
Rigore parato. Le assenze di Fanucchi, Mingazzini e Benvenga pesano come un macigno tanto che Lopez è costretto a sperimentare la difesa a tre (Altobello, Espeche, Lorenzini). Pronti via e dopo 2’ al primo affondo il Siena si procura un penalty per un intervento in area di Espeche ai danni del redivivo Mastronunzio. Sul dischetto il neo acquisto Saba che calcia debolmente e consente a Di Masi con la punta dello scarpino sinistro di respingere. Pensi a un segno del destino, a un’impresa storica nell’aria e invece il primo tempo è da sbadigli con portieri inoperosi, trame di gioco inesistenti ed squadre incapaci di mettere due passaggi di fila. In sostanza una noia mortale.
Tutto nella ripresa. Quando meno te lo aspetti arriva il gol di Cori che già con l’Arezzo aveva segnato ai rossoneri. Ma il suo innocuo colpo di testa su cross di Yamga viene accompagnato in rete dalle mani a saponetta di Di Masi a cui scivola il pallone quando lo ha già bloccato. Solo in quel momento la Lucchese si sveglia. Entra Sartore e si accende Terrani con Botta che si fa respingere il pallone nell’area piccola da Montipò. La pressione rossonera genera la rete del pari. È il 27 quando un bolide dal limite di Ashong s’infila alla sinistra del portiere ammutolendo il Franchi. Sembra fatta quando Yamga calcia addosso a Di Masi un rigore in movimento. Invece a 5’ dal termine il neo entrato Cedric dal limite lascia partire un diagonale non irresistibile su cui Di Masi si tuffa in evidente ritardo venendo superato dalla sfera. Sul 2-1 si spengono i sogni di gloria di mezza estate.
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