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Anche Mingazzini costretto a saltare il derby con il Siena

Anche Mingazzini costretto a saltare il derby con il Siena

Il playmaker è in forte dubbio, Benvenga ha la febbre Lucchese: al Rastello l’ultima vittoria risale a 69 anni fa

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LUCCA. Emergenza in casa rossonera. Mingazzini e Benvenga sono in dubbio per il derby di Siena, oltre all'assenza sicura dello squalificato Fanucchi. Il laterale difensivo è alle prese con un attacco influenzale e il centrocampista, faro del gioco rossonero, non ha ancora smaltito del tutto il malanno muscolare che lo aveva costretto ad essere a mezzo servizio nella partita contro la Maceratese. E ieri entrambi hanno dato forfait e non si sono allenati con la squadra nella partitella in famiglia. Se Benvenga dovrebbe recuperare, avendo ancora un paio di giorni per smaltire la febbre, la situazione di Mingazzini è da valutare nelle prossime ore, ma il rischio che possa partire dalla panchina nel match di sabato è concreto. Probabile dunque che si vada verso una mediana con Monacizzo, Botta e Nolè. Se Benvenga non dovesse farcela spazio a Palomeque. Per quanto riguarda la trequarti, lasciata orfana dalla squalifica di Fanucchi, la soluzione potrebbe essere quella di Sartore, un po' come Forte nel 4-3-1-2 della stagione passata, con Maritato punta centrale e Terrani a muoversi sul fronte offensiva. Difficile che Lopez «rispolveri» Bianconi o Pozzebon. Nella Berretti ha giocato il neo acquisto Muratori tra i pali. La Lucchese è apparsa concentrata, decisa a mettere alle spalle il passo falso con la Maceratese e provare a ripartire con due derby insidiosi, prima a Siena e poi sette giorni dopo a Lungobisenzio col Prato.

Precedenti. Dalla piazza d’Armi degli anni Venti-Trenta al Rino Daus degli anni Quaranta-Cinquanta sino al Rastello e all’Artemio Franchi. Siena non ha mai portato bene ai colori rossoneri. Lo dimostrano i numeri: 17 ko in trasferta, quattro pari e due sole vittorie. L’ultima risale al 1947 (rete di Elpidio Coppa) e a fine stagione la Lucchese venne promossa in serie A. Stesso discorso per l’altro successo - stagione 1933-34 - che decretò il passaggio dei rossoneri dalla Prima Divisione alla serie B. L’ultimo pareggio a reti bianche che risale a 31 anni fa quando le due compagini militavano in C2.

Mercato e futuro. Filip Raicevic non sarà un giocatore del Carpi e nemmeno del Napoli. Almeno per ora. L'attaccante montenegrino ex Lucchese, che al Vicenza in serie B ha già segnato 10 gol, resterà fino a fine stagione in Veneto e di proprietà dei biancorossi fino a giugno. Gli azzurri sembravano averla spuntata sulla Juve offrendo 2 milioni più bonus, poi il Vicenza ha fatto marcia indietro. Operazione a cui guarda con interesse la Lucchese visto che la società rossonera vanta un 20% sulla futura vendita del calciatore. Operazione rinviata per il procuratore Gabriele Savino, ex centrocampista rossonero. «Bisogna far quadrare i numeri, il Vicenza ha delle esigenze, il Napoli altre, ed è per questo che poi è sfumato il tutto. Noi avevamo già l’accordo col club azzurro e ne siamo felici perché Raicevic era l’ultima ruota del carro e si è messo in mostra grazie alle sue prestazioni. La nostra prima scelta è sempre stata Napoli perché so come lavora Giuntoli. Non nascondo che una volta saltato l’accordo il ragazzo ci è rimasto male anche se poi avrebbe comunque finito la stagione al Vicenza».

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