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C’è l’accordo, GhiviBorgo al Porta Elisa

C’è l’accordo, GhiviBorgo al Porta Elisa

C’è l’intesa con la Lucchese. Intanto Tintori racconta la sua vita in biancorossoblù

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GHIVIZZANO. Porta Elisa, accordo raggiunto con la Lucchese: la partita di domenica con il Sansepolcro si giocherà nello stadio comunale di Lucca. Le trattative erano in corso da giorni: i dirigenti delle due società si stanno per accordare in modo da far disputare tutti i restanti match interni del GhiviBorgo sul prato del Porta Elisa. Si comincia con il match di domenica, per il quale l’accordo è già stato raggiunto.

Una notizia che sicuramente non dispiace a Paolo Tintori, che rappresenta un pezzo di storia del Ghivizzano. Non stiamo parlando di un anziano desideroso di raccontare le vicende del passato: Paolo ha ancora tanto da vivere attorno alla squadra, diventata da tre stagioni GhiviBorgo. «Adesso arriva il bello – dichiara il dirigente, che è nello staff dai tempi in cui Elso Bellandi e poi il figlio Rolando presero in mano le redini del club. «Erano altri tempi – ricorda Tintori – Il Ghivizzano era un club che lottava nei campi di seconda categoria con realtà paesane vicine. La squadra viveva esclusivamente di volontariato, di qualche incasso». Una cosa che anche secondo Tintori è difficilmente attuabile al giorno di oggi: «Sono qui da più di trenta anni e una società che vuole crescere deve necessariamente darsi una organizzazione, con una chiara divisione dei ruoli e maggiori competenze tecniche e pratiche. Il tutto, senza perdere lo spirito del divertimento e del piacere di stare insieme, elementi importanti per tenere unito lo staff».

Tintori è uno dei segretari della società: «Affianco Emilio Volpi e il daffare non ci manca. Dalla biglietteria ai rapporti con la stampa al seguito delle squadre che affrontiamo, per passare alla burocrazia e ai rapporti con la Figc. Senza una organizzazione e una preparazione con appositi corsi, fare tutto questo per un club di serie D diventa impossibile. In passato, in alcune occasioni, ho anche segnato il campo facendo le righe con il gesso». La Serie D, cosa rappresenta per chi seguiva la squadra in Seconda categoria? «Un sogno, accolto ad agosto dopo l’annuncio ufficiale con grande entusiasmo». Ricordi? «Negli anni addietro abbiamo vissuto derby avvincenti contro squadre della Valle del Serchio, ma sicuramente l’evento che ricorderemo a lungo sarà la trasferta in Sardegna contro il Castiadas».

Michele Citarella

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