Toscana
Dopo il ko vertice in società Faccia a faccia Bacci-Galli
LUCCA. Parafrasando Flaiano: la situazione è grave, ma non è seria. Perché in fondo si tratta soltanto di calcio e non di problemi di salute o di padri di famiglia licenziati dalle aziende. La...
LUCCA. Parafrasando Flaiano: la situazione è grave, ma non è seria. Perché in fondo si tratta soltanto di calcio e non di problemi di salute o di padri di famiglia licenziati dalle aziende. La Lucchese con la sconfitta numero 10 dice addio alle ultime speranze di una folle rincorsa verso il miraggio playoff che, in primis, il direttore dell’area tecnica Giovanni Galli aveva promesso al presidente Andrea Bacci. Palpabile la delusione a fine gara del patron rossonero che si è lasciato andare ad un eloquente «ora è finita» che la dice lunga sul morale e lo stato d’animo dell’imprenditore fiorentino. Sul banco degli imputati finisce non soltanto la gestione Galli, ma anche la situazione di profondo disagio che serpeggia in un settore giovanile mai così in basso negli ultimi anni come testimoniano i risultati fortemente negativi delle formazioni rossonere.
Il summit. Inevitabile a fine gara un faccia a faccia tra il presidente Bacci, il cognato e socio Bettucci, il direttore dell’area tecnica Galli, alcuni azionisti lucchesi di minoranza. Vista la situazione qualcuno ha chiesto di cedere dei calciatori per ridurre i costi di bilancio visto che ormai gli spareggi promozione sono una chimera. Tra gli argomenti trattati quelli legati ai calciatori Mori e Pozzebon. Il primo sembrava destinato al Lumezzane, ma pare che la trattativa si sia arenata e che il giocatore faccia resistenza a trasferirsi in Val Gobbia. Mandando su tutte le furie Bacci che, contrariamente a quanto qualcuno riferì ad organi d’informazione televisivi, fu contattato da Il Tirreno e dichiarò apertamente di non gradire più il calciatore che non rendeva secondo le aspettative. Su Pozzebon, in tempi non sospetti, Il Tirreno aveva scritto che o finiva nei dilettanti (Olbia, che lo aveva richiesto) o lo riprendeva l’Avellino (che se ne era liberato) oppure restava dov’era visto che aveva già giocato una partita di Coppa Italia con gli irpini e da regolamento non poteva essere trasferito a una terza squadra professionistica. Nel summit le parti sapranno ricucire lo strappo oppure si andrà a un redde rationem con Bacci pronto a modificare l’assetto attuale?
La sincerità del mister. Sincero e onesto mister Giovanni Lopez. Lui, come ribadisce a fine partita, la parola playoff non l’ha mai pronunciata. «Troppo grandi gli sbagli che abbiamo commesso. Le caratteristiche dei nostri avversari sono tali che ci avrebbero lasciato giocare per poi ripartire in contropiede e sono stati bravi ad approfittare dei nostri grossolani errori. Questa squadra non sa pareggiare: avremmo dovuto gestire l'1-1 e non ci siamo riusciti. Sul secondo gol ci sono cinque o sei errori, è dura analizzare. Dopo l'1-2 c'è stato un po' di scoramento». E ora? «Giochiamo partita dopo partita. Il Siena sarà una rivale ostica come lo è stata la Maceratese. Se non avessimo perso sarebbe stato un segnale importante. Non abbiamo equilibrio: da parte mia infatti non ho mai parlato di playoff, la nostra classifica dimostra che il nostro valore è questo. L'apporto dei nuovi innesti? Non hanno ancora dato una svolta alla nostra stagione, ma se li abbiamo presi per farli giocare dobbiamo farli giocare»(l.t.) (f.b.)
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