Il Tirreno

Lucca

Marta, la predestinata del canestro

di Andrea Nicolosi
Marta, la predestinata del canestro

Viale ha solo 19 anni ma è già una veterana: «Non avrei mai creduto di avere un’occasione importante come Lucca»

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LUCCA. Quando qualcosa è nel Dna, prima o poi, è naturale che venga fuori: la pallacanestro infatti è passione di famiglia per Marta Viale, che ha cominciato a giocare a basket all'età di 10 anni, con Ghezzano.

Anche se è molto giovane (solo 19 anni) Marta ha già nel suo bagaglio un'esperienza importante: «La stagione scorsa ho giocato a Salerno - racconta - il distacco non l'ho sofferto, perché ho avuto la fortuna di avere un bel gruppo (sia a scuola che a basket) che mi ha accolto; per esempio i professori che ho avuto mi hanno aiutato moltissimo, pretendevano tanto da me; l'unica cosa che mi mancava era la mia Pisa».

Poi è arrivata la chiamata a Lucca. «Sinceramente non mi immaginavo di avere una possibilità di questo genere - commenta Marta -. Mi chiamò Lidia Gorlin, all'inizio non ci credevo, non ci ho pensato un minimo secondo ed accettai».

Qualcosa colpisce nel racconto della a giovane play: «Qualche anno fa venni a Lucca per vedere una partita e non pensai minimamente che un giorno avrei fatto parte di una squadra del genere, ce lo diciamo anche con mio padre, quante sorprese ti può regalare la vita».

Per una giovane ragazza come Marta, allenarsi al cospetto di Mirco Diamanti è molto importante: «Mirco non lo conoscevo prima di venire a Lucca - dice Viale - con lui posso migliorare tanto ed è merito suo se la squadra sta facendo molto bene».

Oltre alla bravura del coach biancorosso a tirar fuori il meglio di tutte le giocatrici, dietro al successo di Gesam Gas e Luce Lucca, c'è il Gruppo.

«In quasi 10 anni di pallacanestro non ho mai trovato un gruppo cosi unito - conferma Marta -. Quando io mi trovo in difficoltà, loro si fermano mi vengono incontro e mi aiutano a risolvere tutto, c'è un ottimo spirito di squadra e l'ambiente è sereno».

Marta già a 15 anni ha avuto il merito e la fortuna di allenarsi con la prima squadra di Ghezzano, impegno preso seriamente da lei e al giorno d'oggi non è una cosa che succede sempre: «Per me allenarmi con la prima squadra fu un’enorme soddisfazione, molto gratificante, perché allenarmi con giocatrici con più esperienza e il solo andare in panchina con loro, è sinonimo di crescita sotto tanti punti di vista».

Chiudendo abbiamo chiesto a Marta se ha degli hobby: «A me piace giocare a bBasket, ma alla televisione lo seguo pochissime volte, mi piace leggere e suonare la chitarra ed ora che ho terminato gli studi, il mio obiettivo è fare del volontariato».

È naturale chiedere l'obiettivo della squadra all'interno di questa stagione: «Sono molta fiduciosa, ma non voglio dire niente per non rischiare di portar male».

Scaramantica, dunque: come ogni sportiva che si rispetti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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