Il Tirreno

Lucca

Da sessant’anni il suo cuore batte per il Real

di Valter Nieri
Da sessant’anni il suo cuore batte per il Real

Dal 1956 un ex meccanico di Capannori segue unicamente le partite delle merengues

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LUCCA. Dal 1956 nel suo cuore non c’è che una squadra. Inter? Milan? Juventus? Fiorentina? Lucchese? Una formazione di serie A? Niente di tutto questo. Per lui ci sono solo le merengues: il Real Madrid. E quest’anno Pierangelo Luporini, 74 anni, nato a Capannori e residente a Carraia, festeggia i 60 anni di matrimonio con i bianchi di Spagna. Prima magazziniere e poi meccanico alla ex concessionaria Fiat Frediani e Lencioni sino 1968 quando ha gestito l'Officina Marchi e Luporini di Carraia della quale è attualmente proprietario dell'immobile assieme all'ex socio Arcangelo Marchi. Dal 2011 è in pensione e tutto il suo tempo libero adesso lo può dedicare al Real Madrid.

Innamorato della Spagna. «Diventai tifoso delle merengues nel 1956 - racconta- dopo che vinsero la prima delle 5 coppe dei Campioni consecutive. Il motivo? Duplice. Prima di tutto ero innamorato della Spagna dove ogni anno trascorrevo le ferie. Il mare è splendido, i monumenti sono bellissimi e il profumo delle rose che si espande nell’aria mi ha sempre dato una sensazione paradisiaca. Inutile aggiungere che la mia città preferita è Madrid. E visto che sono un amante del calcio in quegli anni magici non potevo restare insensibile al gioco spettacolare del Real e alle prodezze di Alfredo Di Stefano che reputo il più grande campione di ogni epoca meglio di Pelè e Maradona».

Stretta di mano con Bernabeu. La passione per il Real diventa amore vero quando incontra il presidentissimo Santiago Bernabeu: «Decisi di scrivere una lettere al presidente Bernabeu (dal 1943 al 1978 patron assoluto delle «camicete blanche» a cui è stato intitolato lo stadio subito dopo la sua morte). E, sorprese delle sorprese, non solo mi rispose con una lettera vergata di suo pugno, ma mi invito pure a trovarlo in sede a Madrid. Io che ero già attratto dal fascino del Real capii che quella era la mia squadra. Partì subito per la capitale spagnola, incontrai il presidentissimo, gli strinsi la mano e da quel giorno sono rimasto per sempre in contatto con tutti i dirigenti e i patron che si sono succeduti alla vertice della società. Nel 1985, ad esempio, il successore Luis De Carlos mi volle conoscere e mi regalò decine di gagliardetti e distintivi».

Il derby con l’Atletico. Memorabili le sfide con l’Atletico. «Nella mia mente resta incancellabile il derby del 1977 con i rivali storici dell’Atletico. Ero sugli spalti assieme ad altri centomila spettatori. Al gol di Santillana, il mio idolo assoluto, mi tremavano i piedi dalle vibrazioni del gradino su cui erano appoggiati. Quel derby terminò 1-1 e Santillana oltre a quel gol con le Merengue ne ha segnati altri 289 in oltre 600 partite».

Un giorno in panchina. Dall'85 al 95 Presidente divenne Ramon Mendoza e Luporini lo incontrò proprio nella stanza del suo ufficio. «Mi propose dal momento che sono di Lucca se potevo dar loro una mano in occasione del Torneo di Viareggio. Accettai e lo feci per diverse stagioni. Il primo anno mi incaricarono di andare a Livorno dove era in programma la semifinale contro la Lazio.Una giornata infernale. Pioveva a dirotto. L'accompagnatore ufficiale Augustin Hererrin mi fece sedere in panchina con l'allenatore e successivamente mi presentò tutti i giovani della rosa. Incredibile: io per un giorno nella panchina del Real Madrid pur trattandosi della squadra giovanile». Un altro episodio lega Luporini a Mendoza. Sempre al Torneo di Viareggio nella finale terzo e quarto posto contro il Milan il portiere del Real, José Manuel Ochotorena, prese un calcio alla testa finendo in ospedale.Ero preoccupato. Mi alzai la mattina alle 4 ed andai a trovarlo rassicurandomi sul suo stato di salute e ricevendo i ringraziamenti da parte del presidente del Real».Negli anni successivi Ochotorena divenne portiere della prima squadra e vinse 3 scudetti consecutivi dall'85 all'88 e una Coppa di Liga. «A Italia 90 Ochotorena( terzo portiere della Spagna)mi chiamò a Verona per assistere alla partita contro la Jugoslavia persa da Butragueno e compagni per 2-1 dopo i tempi supplementari. In quella occasione Ochotorena mi presentò Butragueno, il portiere Zubizarreta ed il centrocampista Michel. In quegli anni ho assistito a Real-Bayern, Real- Valencia, alla doppia sfida con il Milan persa dal Real nella Coppa dei Campioni,Real-Espanol, Real-Saragozza e quella che più mi ha dato soddisfazione il successo per 4-1 contro i rivali del Barcellona nella Finale di Liga spagnola con gol siglati da Raul,Robben, Higuain e Van Nistelrooy su rigore».

Il Real più forte. Luporini è ancora in contatto con Hererrim e con una delle segretarie Marta Santisteban figlia dell'ex allenatore Juan Santisteban che allenò le merenghe dal 1974 al 1977,dal 1979 al 1981 e dal 1982 al 1984. «Il più forte è stato il Real di Puskas e Di Stefano. Una squadra irripetibile a livello mondiale. Nell'era recente invece voto il Real di Zidane e fra i giocatori Santillana e Cristiano Ronaldo. Due fenomeni». Pierangelo Luporini da oltre15 anni è tesserato con il club Pena Madridista,tanto da ricevere la rivista ufficiale del Real Madrid al proprio domicilio,poi ceduta per far contento un suo amico spagnolo.Parla e scrive lo spagnolo come l'italiano. Ha passato gli anni delle sue Ferie in Spagna assieme alla moglie Rosj ed al suo unico figlio Rossano.Vive per il Real, suo unico hobby. I suoi viaggi in aereo hanno come meta Madrid e sempre allo stesso hotel dal 56 ad oggi: il Chamartin di Madrid. Per essere vicino al Bernabeu, il suo stadio da 60 anni.

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