Il Tirreno

Lucca

Lucchese, Bacci ordina il silenzio stampa

di Luca Tronchetti e Nicola Nucci
Lucchese, Bacci ordina il silenzio stampa

Ma stavolta i cronisti non c’entrano: il patron rossonero non è contento della direzione tecnico-economica del club

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LUCCA. È stato di parola il presidente Andrea Bacci. Due ore dopo la nona sconfitta stagionale parlando al telefono con un cronista de «Il Tirreno» aveva manifestato tutto il suo disappunto, tutta la sua ira non tanto e non solo per il risultato maturato al termine del derby con la Carrarese, ma soprattutto per le tante (troppe a suo giudizio) interviste rilasciate in questi ultimi 20 giorni da chi è preposto alla costruzione della squadra e le tante frasi ad affetto legate al futuro del campionato. Come aveva anticipato da oggi in poi - e sino a diversa comunicazione - parlerà soltanto lui: il presidente. Che paga e quindi pretende. «Meno chiacchiere e più fatti» lo slogan dell’imprenditore fiorentino a cui i conti (classifica e costi gestionali) non tornano affatto. Perché ad inizio stagione gli obiettivi erano ben diversi e chi gli stava vicino, ricevendo carta bianca, aveva parlato apertamente di «playoff». Nel calcio, come nella vita, niente è impossibile e se la Lucchese riuscirà ad aver un ruolino di marcia simile a quello della Juventus la speranza di conquistare il terzo posto (è molto difficile che nel girone più modesto dei tre di Lega Pro la quarta in classifica arrivi a disputare gli spareggi) resta ancora viva. Lo stesso mister Lopez, maestro di saggezza, a fine partita con l’onestà che lo contraddistingue ha detto senza mezzi termini di «guardare a chi sta sotto la Lucchese». Ergo: abbandonare i sogni di gloria e pensare esclusivamente a far punti.

Acquisti e cessioni. Bacci è stato chiaro: vuole un centrocampista e un attaccante che faccia gol (e ha parlato pure di un centrale difensivo). Ma visto che la rosa a 24 è composta dalla stragrande maggioranza da contratti pluriennali (c’è anche il triennale a Bianconi) tocca al direttore generale districarsi dal ginepraio e portare a casa rescissioni, cessioni e restituzioni alla casa madre dei calciatori in prestito. Pozzebon e Mori, due «esperti» che non hanno reso quanto la proprietà si attendeva, sono ancora in organico. E il primo non si muoverà da Lucca perché nessuno si era accorto che aveva già giocato in Coppa Italia Tim con l’Avellino. E con un biennale oneroso e crescente nessun lavoratore straccia un contratto e va a giocare nei dilettanti. Per il difensore centrale teoricamente c’è la possibilità di tornare ad Udine. Ma occorre che il club bianconero gli trovi una squadra dove finire la stagione. E non sarà facile nemmeno piazzare i vari Melli e Rosseti.

Stavolta i cronisti non c’entrano. Con il silenzio stampa, è ben ribadirlo, stavolta (meno male) i giornalisti non c’entrano nulla. Si tratta di un provvedimento per fare chiarezza all’interno del club. Il testo non lascia adito a dubbi interpretativi: «L'As Lucchese Libertas comunica che con decorrenza immediata e fino a nuova comunicazione tutti i dirigenti e i tesserati della società resteranno in silenzio stampa. Pertanto la consuete conferenze stampa settimanali sono momentaneamente sospese. La decisione, che non vuole essere punitiva nei confronti degli organi di stampa, è maturata con l'intento di tutelare l'attenzione di squadra e staff tecnico».

Il lavoro di Lopez. Il tecnico Lopez non ha perso tempo. Lui, che con la situazione attuale non c’entra niente, ha già diretto il primo allenamento in vista della sfida di sabato contro la capolista Spal. Siamo certi però che il tecnico contro la prima della classe saprà dare gli stimoli giusti a Nolè e compagni decisi a riscattarsi.

Corsi e ricorsi. La Lucchese ha chiuso il girone d'andata a quota 20 punti, al decimo posto, a braccetto con Arezzo e Prato. Come l'anno scorso con Galderisi in panchina. Un ruolino di marcia da salvezza più che da playoff. I numeri parlano chiaro. Con nove sconfitte ed una media di 1,18 a partita è utopia pensare di agganciare la zona playoff e sperare di accedere agli spareggi. Certo, con Lopez al timone della squadra dall'inizio forse sarebbe stata un'altra musica. L'ex tecnico di Lazio e Vicenza è riuscito subito nell'obiettivo di risollevare la squadra e tirarla fuori dai playout. Conquistando 15 punti in 9 gare. Non conosce mezze misure mister Lopez: 5 vittorie e 4 sconfitte. Se mettiamo i due campionati allo specchio Galderisi ha conquistato 10 punti in 6 gare, subentrando solo a sei giornate dal termine del girone d'andata. Alla fine stessa media-punti per i due allenatori (1,66).

Calcioscommesse. Le richieste del sostituto procuratore della Figc, Gioacchino Tornatore, per l’inchiesta Dirty Soccer sono elevatissime, ma destinate ad essere ridotte dai giudici per le squadre del girone B. L’Aquila -32 punti (scende a -9), Santarcangelo -12 (scende a 5), Tuttocuoio -3 (scende a 20), Savona -3 (scende a 1), Prato -1 (scende a 19).

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