Finanza
Quella maledetta amichevole estiva
Il sogno (rinviato) di Bolognesi di essere il portiere titolare del GhiviBorgo
GHIVIZZANO. Accanto alle storie successi del GhiviBorgo targato Pacifico Fanani, l’ultimo dei quali quello contro la capolista Montecatini, ci sono storie che interessano calciatori che vivono al momento lontano dai riflettori, il cui destino non ha mantenuto le aspettative e le promesse di inizio stagione, che pure risultavano rosee. Tra questi c’è certamente quella di Gianmaria Bolognesi, diciannove anni e ingaggiato a luglio dal Ds Marracci, con le aspettative di essere il portiere titolare capace anche di coprire un posto obbligatorio da 1996.
Dopo gli anni di settore giovanile nell’Empoli, l’estremo difensore lucchese, nella passata stagione andò in prestito alla Fortis Juventus, dove colleziona 28 presenze: «Quello scorso è stato il campionato del rodaggio – esordisce il calciatore – quello di quest’anno col GhiviBorgo doveva essere quello della definitiva conferma in queste categorie. Invece». I ricordi del portiere vanno a quella partitella di agosto giocata contro il Pietrasanta, e a quell’uscita bassa che si è rivelata fatale per l’intera annata: «In quella amichevole accadde l’inatteso,la rottura del crociato anteriore, con interessamento anche del collaterale e al menisco». Una mazzata psicologica forte per un ragazzo che vedeva l’occasione della conferma in D e di una stagione da protagonista.
«È stata dura accettare un simile infortunio: ho fatto tanta palestra, poi la difficile operazione, tre mesi fa, e ora nuovamente tanta riabilitazione. È dura stare lontano dal campo, non potersi allenare con i compagni, ma per adesso è l’unica strada per riprendere a giocare, anche se i tempi sono stati lunghi. Per fortuna l’operazione è riuscita, grazie all’intervento del dottor Paolo Pardini, il migliore in zona per ginocchia e caviglia».
Dopo una simile batosta le reazioni di un calciatore possono essere due: smettere di seguire la squadra, o reagire positivamente cercando di sentirsi comunque parte del gruppo seguendo la squadra. Gianmaria Bolognesi ha scelto la seconda: «Non è stato facile all’inizio, ma quando non ho impegni legati alla riabilitazione cerco di essere presente a cene di squadra e allenamenti. E la domenica sono sempre in tribuna. Si potrebbe provare rancore nel non essere protagonisti di questi grandi risultati, ma l’amicizia instaurata con i compagni mi rende comunque felice e fiducioso nel futuro. Grazie anche a loro, al carisma dei vari Angeli, Pane e Pagano, mi sento comunque parte di questa squadra». Ambizioni future? Bolognesi ha pochi dubbi: «Il tempo libero è tanto. Spero di trovare un lavoretto che possa impegnare le mie giornate oltre a palestra e qualche uscita in più con amici e fidanzata».
Michele Citarella
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