Il Tirreno

Lucca

Pierino e Mattia Gavazzi, i campioni del team Fanini

di Valter Nieri
Pierino e Mattia Gavazzi, i campioni del team Fanini

A 22 anni di distanza padre e figlio hanno indossato la maglia di Amore & Vita vincendo tappe e ottenendo successi allo sprint sia in Italia che nel mondo

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LUCCA. Da tanti anni il patron dell’unica squadra professionistica lucchese è Ivano Fanini. La sua attività ebbe inizio nel 1984 quando fondò la prima squadra professionistica della Lucchesia: la Fanini Wurer. La condizione tecnica fu affidata a Gino Bartali e Piero Pieroni.Da allora nelle squadre Fanini che si sono succedute sono passati centinaia e centinaia di corridori. Alcuni di loro hanno fatto la storia del ciclismo. Impossibile non citare Pierino Gavazzi e Mattia Gavazzi ,padre e figlio. Il primo è stato uno fra i più grandi velocisti italiani negli anni Ottanta, il secondo lo può diventare, ma già oggi in virtù delle 13 vittorie stagionali è uno degli spinter più acclamati.

Pierino la Peste. Alle pendici del Lago d'Iseo nasceva nel 1950 Pierino Gavazzi. Un velocista puro, capace di buttarsi senza paura nelle volate di gruppo, ma anche uomo da classiche internazionali. Tra le sue vittorie più importanti ricordiamo 5 tappe al Giro d'Italia, la Milano Sanremo del 1980, quando, con un colpo di reni, ebbe la meglio sul grande favorito Giuseppe Saronni e sull'olandese Jan Raas. In quell’anno s’impose anche nella Parigi-Bruxelles e nell'ultima tappa del Giro d'Italia nel circuito di Milano. Fra gli altri successi importanti dei 62 complessivi ci sono 3 campionati italiani: il primo nel 1978 quando superò nell'ordine Francesco Moser e Giuseppe Saronni, il secondo nel 1982 mettendo in fila Claudio Torelli e Gibì Baronchelli ed il terzo nel 1988 in maglia «Fanini Seven Up» quando a sorpresa,non essendo fra i favoriti, diede un altro dispiacere al velocista principe dell'epoca che era Giuseppe Saronni mentre terzo si classificò Maurizio Fondriest proprio nell'anno in cui il corridore trentino a Renaix in Belgio conquistò il titolo mondiale. Il Campionato italiano quell'anno si concludeva a Imola nel circuito che è stato sede fino al 2006 del G..P. di San Marino di Formula 1 ed attualmente occupa il museo "Checco Costa".Un successo a sorpresa perchè Gavazzi era considerato ormai sul viale del tramonto. «Proprio per questo motivo il suo successo valse doppio. - ricorda ancor oggi a distanza di tanti anni Ivano Fanini- Dal 1987 al 1992 il corridore bresciano ha corso per le mie squadre. L'esordio lo fece con la Remac-Fanini, proseguendo con la Fanini Seven-Up per finire con la Polli-Fanini e Amore e Vita.A Imola c'era la folla delle grandi occasioni,la maggior parte erano tifosi di Saronni, il corridore del momento,ma Gavazzi era in condizione smagliante e poi alla vigilia lo avevo motivato perchè credevo fortemente nelle sue possibilità». In maglia Fanini il velocista bresciano si aggiudicò anche la quinta tappa alla Settimana Siciliana nel 1987, il Trofeo Laigueglia ed il G.P. Industria e Commercio nel 1989.Ha avuto in quegli anni come diesse Mauro Battaglini,Piero Bini e Giorgio Vannucci. È stato azzurro dal 78 all'88 anno in cui vinse il titolo a Renaix Maurizio Fondriest e lui si classificò al nono posto. Nel 2006 tornò alla corte di Fanini, nella stessa squadra che lo aveva visto correre e vincere fino a 14 anni prima, in qualità di direttore sportivo per poi dire basta nel 2009 e dedicarsi negli ultimi anni a seguire suo figlio Mattia, che,buon sangue non mente, ha la sua stessa passione per le volate e...per le vittorie».

«Mattia è più veloce di me - sostiene l'introverso ex velocista bresciano -. I flessori delle sue cosce imprimono più potenza sui pedali dei miei di allora. Oggi sicuramente in una volata con mio figlio vincerebbe lui. Peccato che correndo per una squadra Professional Continental non ha al momento l'opportunità di poter dimostrare a pieno le sue qualità al Giro d'Italia o alle grandi classiche come la Milano-Sanremo».

Mattia, sprinter puro. Pierino,ed anche simile negli sprint, velocista puro. Quest'anno la sua stagione più importante con «Amore e Vita-Selle SMP» grazie a 13 vittorie, ottenute soprattutto nelle gare in Messico e in Cina, dove ha vinto anche 3 tappe e classifica finale al Tour of China II. Vittorie che gli hanno consentito di occupare il sesto posto nella classifica mondiale dei plurivittoriosi in stagione. In carriera ha vinto al momento 44 corse, tutte in linea, fra le quali 2 Giri della Toscana. L'esordio in casa Amore e Vita-Selle SMP lo scorso anno, vincendo 5 corse,dopo una grande stagione con l'Androni Giocattoli costellata da quattro vittorie fra le quali il suo secondo Giro della Toscana. Una carriera penalizzata da anni di squalifiche dopo essere stato trovato positivo alla cocaina. Tre anni persi con l'attività agonistica che però ora lo vede di nuovo protagonista e pulito. E a 32 anni di età ha ritrovato gli stimoli giusti per poter sfoggiare il meglio delle sue performance in casa Fanini. Viene spontaneamente da porgli una domanda. Deve più riconoscenza lui a Ivano e Cristian Fanini per aver trovato la collocazione ottimale o i Fanini a lui visto che hanno ritrovato un corridore vincente? «La verità sta in mezzo. - risponde Mattia- Senza di loro non avrei ritrovato la condizione migliore.Ivano Fanini? Una persona innamorata del ciclismo. Ha una passione incredibile. Un difetto? A volte è troppo precipitoso nei giudizi. I suoi attacchi alla Federazione ed all'Uci hanno avuto l'effetto boomerang. Il team manager Cristian Fanini per me è un amico vero». Una scommessa vinta da Pierino Gavazzi quella su suo figlio. E per poco non gli andava bene anche con il primogenito Nicola, oggi 37 anni, che nel 2000 riuscì ad indossare la maglia tricolore nella categoria Dilettanti Elite Under 23.Tre anni da professionista e poi la scelta di vivere con la famiglia lavorando da geometra.

L’anno che verrà. Intanto Mattia in maglia Amore e Vita-Selle SMP si appresta a disputare un'altra grande stagione. Fra i suoi obiettivi quello di vincere nelle poche corse italiane alle quali la squadra di Fanini può partecipare. Fra queste una corsa che gli si addice è la Coppi e Bartali, ma anche nel Laigueglia,in passato già vinto da suo padre, e nella Tre Valli Varesine potrebbe fare centro. È atteso per lui il salto di qualità e la verifica se anche nelle lunghe distanze può rimanere lucido per imporre il suo irresistibile sprint come quando due anni fa superò in volata nell’ultima tappa del Tour San Luis in Argentina l'attuale campione del mondo Peter Sagan,lo spagnolo Ventoso e l'inglese Mark Cavendish oppure nel 2010 quando si aggiudicò il Trittico Lombardo battendo Mauro Santambrogio e Luca Paolini. Non sarebbe male per un squadra Continental che punta alla valorizzazione dei giovani, ma anche a vincere le corse del momento».

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