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Con l’amico Praticò faceva paura a Vieri

Con l’amico Praticò faceva paura a Vieri

Il più forte calciatore mai visto giocare su un campo di calcio è stato sicuramente Ronaldo. «Ho affrontato anche Batistuta e Weah, decisamente due punte immarcabili, ma quando il Fenomeno stava...

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Il più forte calciatore mai visto giocare su un campo di calcio è stato sicuramente Ronaldo. «Ho affrontato anche Batistuta e Weah, decisamente due punte immarcabili, ma quando il Fenomeno stava bene non era possibile fermarlo senza abbatterlo. Una velocità, uno scatto, una potenza che non aveva nessun altro attaccante. Ricordo ancora la finale di Coppa Uefa del 1998 a Parigi, quando l’Inter ci rifilò tre gol, la sua rete con Marchegiani scartato. Un mostro». Giovanni Lopez (in foto) era un difensore corretto, ma molto deciso. E di lui e del suo amico e compagno di reparto Antonino Praticò (il secondo del tecnico romano a Vicenza) si ricorda bene Bobo Vieri che descrive quella «strana» centrale nel suo libro quando tutti e tre giocavano in B: «Erano una barzelletta. Si insultavano tra loro per tutti i novanta minuti. “Scemo, sali” diceva Praticò, “Ma che ca... vuoi, tieni la posizione” replicava Lopez, “Ma vai a fare in cu..” proseguiva il centrale originario della Calabria. Li guardo, li ascolto, non ci credo e rido. “Oh, ma voi siete due esauriti”. Non l’avessi mai fatto. “Zitto coglione, ti ammazziamo” mi dicono all’unisono. E uno di loro “prendilo, spaccalo tutto quel ragazzino”. Roba da matti». E funzionava. Perché Vieri con il cavolo che passava vicino a quei due folli. E siccome Vieri era già amico di Inzaghi, anche Pippo girava a largo. E il Vicenza vinceva. (l.t.)

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